venerdì, 23 Ottobre, 2020
Economia

La moda che salva il Made in Italy. Rotondo (Confartigianato Roma): con il Maestro Aloisio comparto strategico fatto di qualità, sacrificio e grandi risultati

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La lezione del maestro Aloisio: Sartoria significa impegno, e bellezza. Ho iniziato con tanti sacrifici. I giovani hanno in questo settore un vero futuro.

Dietro ogni grande realizzazione c’è sacrificio, studio, impegno e talento. È la teoria del Presidente Confartigianato Roma, Andrea Rotondo quando illustra uno dei settori strategici del fare artigianato ossia: “la moda”, – che è sviluppo, lavoro e icona -, gli si illuminano gli occhi. Parliamo di uno tra i principali punti di forza del nostro made in Italy. “Ha lo stesso valore che in Germania è rappresentato dal settore automobilistico”, osserva Andrea Rotondo, che calcola elencando i numeri della sfida per il meglio: “È ancora il nostro comparto più strategico dopo il turismo. In epoca  pre-covid, le quasi 80 mila micro e piccole imprese (MPI) del Settore della Moda – comprendente i settori del Tessile, dell’Abbigliamento, della Pelle, dell’Occhialerie e gioielleria – generavano un fatturato superiore ai 40 miliardi di euro, pari al 45,9% del totale del settore, un valore aggiunto che ammontava a 12 miliardi di euro, pari a 47,5% del settore, dando lavoro a 372 mila addetti, due terzi (67,2%) degli occupati del settore”.

Impossibile dargli torto le 58 mila imprese artigiane della Moda garantivano – in affari pre Covid – un fatturato superiore ai 20 miliardi di euro, pari al 22 % del comparto Moda.

Prima della pandemia, l’Italia presentava il surplus del commercio estero della Moda più alto in UE, superiore a 20 miliardi di euro. “Lo stesso vale nel caso delle esportazioni dirette delle MPI del TAC (Tessile, Abbigliamento e Pelle) per le quali l’Italia si colloca, con più di 10 miliardi di euro, al primo posto in UE”, sottolinea ancora Andrea Rotondo, “da sole le piccole imprese italiane del TAC esportano il doppio di quelle di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito messe insieme”. Lo scenario attuale, invece, è segnato dalle difficoltà dei dati del lockdown, “Dove”, calcola il Presidente Confartigianato Roma, “abbiamo subito una produzione più che dimezzata per cuoio, borse, pelletteria e selleria, pellicce (-52,5%) confezione di articoli di abbigliamento (-55,1%), gioielleria, lavorazione delle pietre preziose (-57,4%), calzature (-59,0%). Ad un maggiore livello di aggregazione c’è stata una diminuzione del 55,4% per il comparto della pelle e del 56,5% per l’abbigliamento”.

La filiera, secondo i dati raccolti da Confartigianato, ha cercato con tutte le forze di essere flessibile e reattiva attraverso lo smart working e l’e-commerce, cercando di interpretare il nuovo approccio delle persone a servizi  e prodotti e sviluppando una maggiore sensibilità verso i temi del green e della solidarietà. “Una moda sostenibile e rispettosa dell’ambiente che coniuga artigianato, tecnologia e innovazione”, fa presente Rotondo inducendo le prospettive, “Probabilmente stiamo tornando ad una produzione basata sul fabbisogno, al pezzo unico e inaspettato, all’acquisto come investimento”.

Il Maestro Gaetano Aloisio e il direttore Confartigianato Roma Nicola Di Tanna

Sul fronte della qualità Andrea Rotondo vede sul podio imprenditori come Gaetano Aloiso, che a suo giudizio, ma lo è soprattutto per la clientela così esigente e attenta, “sono l’idealtipo di questa nuova fase, mantenendo, nonostante gli anni di esperienza e presenza sul mercato, un approccio da “startup”.

L’obiettivo è quello di garantire “l’accesso a competenze, investimenti, innovazione e formazione, mantenere un tessuto economico profondamente interconnesso a quello sociale, applicando, quindi, un modello di gestione che integra tutte le tipologie di capitale:  economico, produttivo, umano, relazionale, ambientale e intellettuale”.

Ad assistere al ragionamento sui numeri e sulle prospettive del settore moda è presente Gaetano Aloisio eccellenza della sartoria ma anche “artigiano” con la visione del futuro, di ciò che sarà nel mondo della qualità e del bello.

Ringrazio per la fiducia sia il dottor Andrea Rotondo, Presidente di Confartigianato Roma e vice Presidente di Confartigianato Lazio, che il dottor Michael del Moro, Presidente di Confartigianato Lazio, i quali hanno voluto insignirmi di tal nomina.”

È per noi l’occasione di ascoltare Gaetano Aloiso che ci riporta alle origini della sartoria di qualità.

“Nel 1572 nacque l’Accademia dei Sartori con PAPA Gregorio. Al Campidoglio c è una scritta che spicca “Sartorum”.

“La Sartoria è un patrimonio culturale e artistico da proteggere e salvaguardare”.

Il Maestro Gaetano Aloisio ci riceve nel suo Atelier di Via di Porta Pinciana, in compagnia del Dottor Nicola Di Tanna direttore di Confartigianato Roma.

Aloisio è un uomo elegante, carismatico curatissimo, voce ferma molto sicuro di sé dimostra con il tono tutta la sua grande passione .

57 anni padre di Antonio di 10.

“Molti sono i Paesi che si aprono alla cultura dell’artigianato italiano; la Moda ha un indotto incredibile. Ho pensato al lancio di una Università e scuole di alta formazione di arte e creatività mirate per la manualità”

Maestro Aloisio ci può parlare di lei, della sua storia, come è nata la sua passione per la sartoria?
“Sono nato a Rocca di Neto vicino Crotone.Un paese agricolo di 5000 anime .In questo paese meraviglioso c’era il barbiere, gli agricoltori, il sarto, un paese umile.I genitori per i figli si sacrificano a tal punto da dire ai figli: se hai le capacità ed io avrò le forze economiche potrò farti studiare altrimenti impara un mestiere” .

Insomma un inizio in salita, duro per un ragazzino. Poi come è andata?
“A 11 anni dopo la scuola iniziai ad andare nella bottega del sarto, papà era un agricoltore ma con la tradizione dell’eleganza  nel giorno della domenica.
Il mio primo capo realizzato fu un pantalone a zampa di elefante in jeans bicolore. Dopo due anni di scuola per geometri i miei non avevano più possibilità e così presi la mia valigia ed a 16 anni andai a Milano a fare il sarto.
Iniziai in una sartoria importante di Milano”.

Quindi una metropoli per un ragazzo solo, con in tasca pochissimo però con il desiderio di apprendere il Mestiere. Che difficoltà incontrò?
“Le difficoltà furono incredibili dal trovare casa ad avere amici…ma ci sono riuscito ha vinto il mio amore per il mestiere”

Maestro ci può parlare dell’oggi. Dei sui capi e realizzazioni?
“Le nostre giacche sono cucite interamente a mano preferisco come tessuto il cachemire ed amo il colore blu”.

Come si è evoluta la clientela?
“Oggi distinguo 3 tipi di clienti: l’uomo che si lascia consigliare; il cliente che sa ciò che vuole; l’uomo che ha un modello in mente ma non sa come abbinare  Un abito sartoriale nasce dopo 3 prove creiamo il total look su misura persino la cravatta 7 pieghe di cui al mondo per ogni collezione esistono solo 3 pezzi. Le sete ed i tessuti sono i migliori del Made in Italy.i nostri abiti durano 20 anni questa è la garanzia di qualità”.

Realizzazioni così ambiziose e impegnative non sono prive di difficoltà?
“Le difficoltà aiutano la crescita personale sono felice di essere un esempio per molti ragazzi”.

Lei parla di ragazzi e quindi del futuro. Che consiglio può dare a loro?
“Credere nell’arte della manualità oggi lo consiglio ai giovani c’è lavoro nel settore e spazio per crescere”.

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