domenica, 25 Ottobre, 2020
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Italia, Europa, Usa: dal referendum alle presidenziali, come potrebbero rispondere i mercati

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Indecisione. Questo è il sentimento dettato dai prossimi appuntamenti elettorali d’autunno in Italia e negli Stati Uniti che promettono di rimescolare le carte in tavola proprio ora che i mercati sembrano aver trovato un loro equilibrio dopo la crisi della pandemia Covid19.

C’è poi la riunione del 10 settembre della BCE, in cui non ci sono state novità di rilievo, con un’attenzione particolare all’euro da una parte, e al processo di revisione della strategia di politica monetaria dall’altro.

Nonostante il rimbalzo finora registrato e il sostegno fiscale e monetario senza precedenti fornito fino a oggi, gli strategist di dividono su ciò che potrebbe accadere: alcuni confermano la fase a V, in cui ci si troverebbe già in piena risalita; altri prospettano una fase a W, in cui alla risalita appena vissuta potrebbe già seguire una nuova fase di discesa, con la successiva risalita.

Analizzando tutti i possibili fattori di rischio sui mercati globali da qui a fine anno, in cima alla lista c’è il timore per una seconda ondata di Covid19, seguito dalle tensioni commerciali Usa-Cina e dalle ormai prossime elezioni presidenziali negli Usa.

Le presidenziali Usa porteranno ad una maggiore volatilità di matrice politica, e sono da mettere in conto anche vere e proprie contestazioni elettorali secondo molti esperti. Il sentiment diffuso è verso una possibile vittoria di Biden, anche se molti analisti credono che una rielezione di Trump possa sostenere un’ulteriore rally dei listini azionari con le sue politiche protezionistiche e a sostegno delle imprese.

Ma gli investitori rimangono vigili anche sugli sviluppi delle elezioni in Italia, non tanto verso il referendum costituzionale sul ridimensionamento nel numero di parlamentari, quanto verso le regionali che potrebbero decretare un ridimensionamento dell’attuale maggioranza nei governi degli enti locali.

Se si considera che i partiti di maggioranza M5S e PD hanno deciso di non correre insieme (tranne che sulla Liguria), è chiaro che si potrebbero creare tensioni a seconda dell’esito delle elezioni. “Inoltre, delle sette regioni in ballo, quattro sono attualmente governati dal centro-sinistra e gli ultimi sondaggi mostrano che i risultati saranno molto vicini”, scrive Credit Suisse nel report Italian politics back in the spotlight. 

Il referendum invece presenta rischi limitati rispetto ad elezioni anticipate: infatti, se il referendum verrà approvato, i parlamentari saranno meno propensi a spingere per elezioni anticipate, poiché il proprio seggio potrebbe essere più incerto visto il ridotto numero di parlamentari ( e di seggi). sia un evento che presenti rischi limitati e soprattutto che non dovrebbe portare il Paese alle elezioni anticipate. E in secondo luogo sia PD sia M5S hanno ancora molti incentivi a rimanere in una coalizione; vorranno avere voce in capitolo su come spendere i soldi del Recovery Fund, successo negoziale della coalizione di governo.

Veniamo alla posizione della BCE emersa nella riunione del 10 settembre, in cui non ha introdotto alcuna variazione alla propria politica monetaria e sono state poche le novità di rilievo. La BCE ha usato un tono un poco più positivo sulla ripresa in corso, pur ribadendo che rimane soggetta ad elevata incertezza, presentando molte divergenze sia a livello settoriale sia tra le diverse economie ed essendo dipendente dall’efficacia delle misure di contenimento della pandemia. 

La Banca Centrale Europea potrebbe, nei prossimi mesi, prepararsi ad ulteriori mosse espansive, anche se la Lagarde non le ha in alcun modo annunciate. Vediamo però quali fattori potrebbero determinarle.

La BCE rimane soddisfatta della rimodulazione degli strumenti effettuata durante la primavera per affrontare la pandemia e non sembra intenzionata ad apportare delle modifiche a breve: Il PEPP, verrà probabilmente utilizzato nella sua interezza (1.350 miliardi).

In conferenza stampa molta attenzione è stata posta sul recente apprezzamento del tasso di cambio e la Lagarde, alle numerose domande al riguardo, ha risposto che la BCE pur non occupandosi nello specifico dei livelli di cambio, è molto attenta per via dell’impatto sull’inflazione. La presidente della BCE sembra avere molta più padronanza dell’esposizione ai mezzi di comunicazione, ed ha utilizzato toni decisamente più rassicuranti che nelle prime apparizioni, ma è stato più volte utilizzata l’espressione “carefully monitoring”, che rappresenta comunque una soglia di allerta per la BCE. Lagarde ha anche precisato che la BCE rimane pronta ad utilizzare tutti gli strumenti se necessario, compreso lo strumento rappresentato dai tassi di interesse. Non è però emersa alcuna volontà di voler intervenire nel breve periodo.

Le nuove previsioni di crescita ed inflazione, che sono rimaste pressoché immutate rispetto a giugno, confortano l’approccio dell’aspettiamo e vediamo cosa succede (il famoso “wait and see”): il calo previsto per il PIL quest’anno è passato da -8.7% a -8%, in linea con i dati di Q2 che hanno mostrato un calo meno profondo di quanto temuto inizialmente, mentre l’inflazione il prossimo anno è stata lievemente rivista al rialzo a 1% da 0.8%. all’1,3% la previsione di inflazione per il 2022.

L’Eurostat ha comunicato il dato preliminare sull’andamento dei prezzi al consumo in area euro ad agosto 2020. L’inflazione ha registrato un calo annuale dello 0,2%, in flessione dal +0,4% di luglio 2020. Il consensus degli analisti indicava un incremento dello 0,2%. Spicca la contrazione della componente energetica (-7,8%).

Del resto, le pressioni di inflazione al momento sono al ribasso, trainate dall’inutilizzo delle risorse produttive causato dal calo della domanda, per le quali l’apprezzamento dell’euro non aiuta. 

Dopo che la Fed ha annunciato di avere rivisto in una direzione più accomodante il proprio approccio di politica monetaria, anche la BCE si sente chiamata in causa rispetto a questo importante tema. Dopo una pausa per rispondere alla emergenza pandemica, la revisione della strategia della BCE riprenderà questo mese, con un primo seminario il 23 settembre dedicato al tema della misurazione del livello di inflazione. 

Il debole scenario di inflazione, gli ancora flebili segnali di ripresa dopo il rimbalzo del terzo trimestre, l’aumento dell’indebitamento pubblico, l’elevata incertezza sanitaria e geopolitica: queste ed altre caratteristiche del contesto macroeconomico attuale potranno costituire un nuovo impulso di intervento per la BCE.

Come muoversi tatticamente in questo autunno denso di temi? Solo scelte in linea con il proprio profilo di rischio e il proprio orizzonte temporale possono, come sempre, dare risposte efficaci.

 Mentre il noto finanziere Warren Buffet, in una delle sue frasi più celebri relative agli investimenti finanziari, ha affermato “basta essere avidi quando gli altri hanno paura, e avere paura quando gli altri sono avidi”.

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