martedì, 22 Settembre, 2020
Lavoro

Scuola: Anief “lavoratori fragili, tutele e pensionamento a 61 anni”

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Tra i vari argomenti riguardo la riapertura della scuola, continua a tenere banco il tema dei così detti lavoratori fragili. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha spiegato a Italia Stampa che il suo sindacato “ha chiesto, nell’ultimo incontro con l’amministrazione, l’emanazione delle specifiche note aggiuntive per consentire di fatto la tutela della salute di chi veramente ha problemi grossi e non può rischiare il contagio da Covid”.

Per il sindacalista autonomo la richiesta di tutela dei lavoratori più a rischio “è molto importante: lo abbiamo ribadito al tavolo con il ministro dell’Istruzione e deve essere anche un momento di riflessione per capire che gli insegnanti ed il personale in generale tutto scolastico ed il personale amministrativo, ma mi riferisco pure al personale docente che è il più vecchio al mondo, vanno considerati come una categoria da tutelare. Ribadiamo quindi la nostra proposta di una finestra speciale di pensionamento per gli insegnanti: non si può andare in pensione a 67 anni: bisogna andare in pensione a 61 anni come era prima della Legge Monti-Fornero”.

Secondo il presidente nazionale Anief “è vero che è intervenuta la norma che ha corretto la definizione stessa di lavoratore fragile, solo che ora non si parla più dell’over 55 ma di essere affetto di alcune patologie croniche che sono e che potrebbero portare, vista la diffusione del Covid, ad un peggioramento irrimediabile dello stato di salute. E ad oggi dal ministero dell’istruzione e dal ministero della sanità – ha continuato il leader dell’Anief – non sono giunte istruzioni specifiche per il personale della scuola, un personale che nel 40% dei casi è over 55, e in più del 60% e’ over 50”. Pacifico torna quindi a ricordare che “l’insegnamento porta più burnout, poiché crescono le patologie derivanti dallo stress da cattedra.

Dobbiamo svecchiare anche la classe docente ed in generale tutto il personale della scuola. In tutto questo, il decreto agostano n.104 addirittura elimina il personale amministrativo da quello smart working che è invece permesso in tutte le altre amministrazioni. Anche su questo – conclude il sindacalista autonomo – abbiamo espresso i nostri dubbi, perché riteniamo che per il personale amministrativo ci siano dei compiti lavorativi che si possono realizzare da casa in determinate condizioni”.
(Italpress)

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