mercoledì, 21 Ottobre, 2020
Economia

Agricoltura. Coldiretti: frutta fresca, calo epocale di produzione di pesche e nettarine

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I segni di un arretramento dell’agricoltura italiana si presentano così, con le pesche e nettarine che hanno un calo epocale. Frutti simbolo dell’estate italiana hanno avuto una flessione del 28%. Un calo che preoccupa, perché quella 2020 sarà ricordata come una delle più scarse di sempre. Ma anche l’offerta in Europa è ridotta quest’anno, siamo infatti ad un -17%. Siamo ai minimi storici.

Ma perché si è verificato tutto questo? Si chiede la Coldiretti che pure è abituata agli alti e bassi della produzione e dei mercati. Ma ora c’è qualcosa in più. Circa il calo dei raccolti, sottolinea l’ISMEA  nel Report “Tendenze Frutta fresca”, hanno inciso sia la riduzione delle superfici investite sia l’andamento climatico sfavorevole a causa di un inverno mite e seguito da gelate tardive di marzo e aprile.

“Dopo un biennio negativo per la filiera”, scrive e analizza la Coldiretti, “i dati della campagna 2020 mostrano alcune conferme come la riduzione delle superfici, anche se una quota in riconversione varietale, e qualche segnale positivo come la presenza di produzioni di ottima qualità, consumi stabili e prezzi all’origine in aumento”.

Le difficoltà del comparto peschicolo nazionale risiedono in gran parte nella propria struttura e nella concorrenza con il prodotto europeo, in modo particolare con quello spagnolo. Il calo di produzione risente anche della polverizzazione delle aree produttive, che poi si traduce per i produttori in più siede e minori guadagni. Così pesce e nettarine sono diventate il simbolo di ciò che non va: cambiamenti climatici, riduzione delle aree e frammentazione. Una sintesi dei problemi agricoli del Paese.

“L’eccessiva frammentazione della produzione agricola nazionale”, sottolinea Coldiretti, “determina una minore redditività rispetto ai nostri diretti competitor spagnoli. I produttori spagnoli, inoltre, possono far leva sulla precocità dei loro raccolti che gli consente di aggredire i mercati europei già a partire dal mese di aprile”. in tutto questo ci sono anche aspetti caratteristici e positivi della produzione nostrana. “L’Italia vanta un’eccellente offerta di prodotto a maturazione tardiva”, rivela la Coldiretti, “con raccolta compresa tra fine agosto e ottobre, che riesce a spuntare ottime quotazioni soprattutto in concomitanza di autunni caratterizzati da temperature elevate, ma che trova scarso interesse sui mercati esteri”. C’è poi un rialzo dei prezzi indicati come “notevoli”.

“Nell’ambito di una generale contrazione dell’offerta, il mercato italiano di pesche e nettarine alla fase di origine, al cancello dell’azienda agricola. mostra notevoli aumenti di prezzo sia rispetto ai livelli del 2019 sia rispetto al livello medio degli ultimi tre anni”, sottolinea la Coldiretti, “Gli incrementi riguardano tutte le tipologie di prodotto, pesche e nettarine, sia a polpa bianca sia a polpa gialla e tutte le piazze di produzione monitorate da Ismea”.

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