martedì, 22 Settembre, 2020
Europa

La Macroregione Mediterranea: il Soggetto intermedio necessario

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Una delle novità più interessanti e meno conosciute nell’architettura istituzionale europea è quella delle macroregioni. Il quadro normativo e organizzativo in cui si pone, allo stato, questa nuova Entità fra Europa e Stati e aperta a realtà extraeuropee è molto fluido. Per la  configurazione di Macroregione non esiste un Modello standard, come precisato dal Commissario U.E. per la politica regionale Pawel Samechi (2009). Inoltre, come chiarisce la relazione della Commissione U.E. al Parlamento Europeo (2016), le  Macroregioni sono ormai diventate parti integranti nel quadro della politica di coesione.

Va, altresì, considerato che, diversamente dalle forme di compartecipazione interregionali, che sono tutte improntate alla compartecipazione di  apparati di enti pubblici, la strategia macroregionale deve essere finalizzata a consentire ai territori di interagire direttamente. Tale interazione va intesa nella gestione e nella analisi delle situazioni problematiche, per costituire ipotesi adeguate alla loro risoluzione.

Il concetto di Macroregione ha struttura aperta, ancorata all’idea di una sostanziale neutralità dello spazio geografico, delle istituzioni e delle tradizioni culturali e sociali dei territori, rispetto alle relative dinamiche economiche. 

Attualmente sono 5 la Macroregioni:

-la Macroregione Baltica, che ha avuto approvata dal Consiglio Europeo la strategia nell’ottobre 2009;

-la Macroregione del Danubio, che ha avuto approvata la strategia nell’anno 2011;

-la Macroregione Adriatica Jonica, che ha avuto approvata la strategia nell’ottobre 2014;

-la Macroregione Alpina, che ha avuto approvata la strategia nell’anno 2016.

-la Macroregione Mediterranea in ordine di tempo è l’ultima costituita ma è la più rilevante e incidente su popolazione molto più numerosa. Essa ha trovato nella figura del Difensore Civico dell’Ente Regione, così come deliberò unanimemente l’Assemblea macroregionale del 9 novembre 2018, il potere idoneo a portare avanti il processo della sua materiale realizzazione.

Per una maggiore comprensione di questa nuova realtà istituzionale, infine, appare utile illustrare il percorso storico che ha dato luogo alla realizzazione:

1) Con la dichiarazione di Palermo proposta nel 2010 da 20 Stati, si conviene di pervenire al più presto alla costituzione di una Macroregione Mediterranea, al fine di assicurare la governance di una strategia comune, mediante il coordinamento e la valorizzazione di tutte le reti e le articolazioni esistenti;

2) Nel 2012, la Commissione del Parlamento Europeo per la Cultura e l’Istruzione e quella per gli Affari Esteri, esprimono il parere, la prima, che la Macroregione Mediterranea debba svilupparsi in conformità con la normativa internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, e, la seconda, che le principali aree di interventi per la Macroregione Mediterranea, dovrebbero essere mirate agli opportuni livelli sub-regionali per la cooperazione su progetti specifici (cultura, innovazione, istruzione, turismo, commercio, etc). A sua volta, il Comitato Economico e Sociale Europeo esprime il parere che la macrostrategia per il Mediterraneo deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all’avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, costituendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale. Come tale deve inserirsi nel quadro della strategia—Europa 2020—dei programmi esistenti e dei meccanismi di agevolazione finanziaria dell’U.E.

3) Nell’arco di tempo 2013/2018 si procede alla formalizzazione della Macroregione mediterranea che nomina, all’unanimità, il Difensore Civico campano, quale amministrazione pubblica procedente.

4) Nel periodo 2018/2019, viene istituita la sede con la relativa segreteria organizzativa della Macroregione Mediterranea.

In altri articoli approfondiremo la tematica della Macroregione mediterranea

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