giovedì, 6 Maggio, 2021
Salute

27% pensioni invalidità dovute a malattie reumatologiche

“Le malattie reumatologiche rappresentano in Italia la prima causa di invalidità temporanea e la seconda di invalidità permanente. Ben il 27% delle pensioni di invalidità è attribuibile a queste patologie. Un trend, purtroppo, in continua crescita. Entro 20 anni, infatti, raddoppierà il numero di italiani over 65 con criticità muscolo-scheletriche. E risultano già in forte aumento i costi socio-sanitari.

Nel 2017, rispetto all’anno precedente, nelle strutture sanitarie pubbliche si è registrato un aumento di spesa per l’acquisto di farmaci per il sistema muscolo-scheletrico di oltre 35%.

E i consumi di questi medicinali negli ospedali e USL sono incrementati dell’8%. Eppure le malattie reumatologiche sono ancora sottostimate e si registrano poche diagnosi precoci. Per questo la Società Italiana di Reumatologia (SIR) intensificherà le campagne educazionali e i progetti specifici già avviati rivolti agli anziani. E ci auguriamo che le Istituzioni siano al nostro fianco in queste nuove iniziative”. È l’appello lanciato dal presidente della SIR, Luigi Sinigaglia, al presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri in occasione di un convegno svoltosi a Palazzo Madama, promosso da SIR in collaborazione con Federanziani Senior Italia.

“Sono patologie che non colpiscono solo gli anziani tuttavia sono proprio loro le persone più esposte ai rischi – ha affermato Sinigaglia -. L’approccio che dobbiamo avere con questa particolare categoria di pazienti deve per forza essere diverso e tener conto di una serie di comorbidità. Tra queste ci sono anche le condizioni tipiche dell’eta’ geriatrica come demenza, depressione, disturbi metabolici, diabete, ipertensione, disturbi cardiovascolari.

Tutto ciò rende più difficili i nostri interventi sia diagnostici che terapeutici. E spesso siamo costretti ad intervenire quando è troppo tardi e la malattia ha già determinato danni irreversibili.

Favorire il più possibile la prevenzione primaria e secondaria delle malattie reumatologiche è un provvedimento che non può più essere rinviato. Inoltre rappresenta un importante investimento per il futuro dell’intero sistema Paese”. “Anche una corretta educazione sanitaria della popolazione è necessaria per contenere l’impatto sempre maggiore delle patologie reumatologiche – ha aggiunto Guido Valesini, vice presidente SIR -. Non possono più essere considerate come degli innocui acciacchi della terza eta’ ma come disturbi invalidanti, molto dolorosi e che impediscono i più semplici gesti quotidiani”.

“Malattie come artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artrite psoriasica, connettiviti, osteoporosi sono caratterizzate dal fatto di poter determinare un danno irreversibile alle articolazioni alle ossa, ai muscoli e a volte anche agli organi interni. Possono essere anche fatali ma oggi sono disponibili terapie in grado di fermare la progressione della malattia. Tuttavia solo la metà degli italiani sa che esistono queste cure efficaci”.

Per questo la SIR insieme a Federanziani Senior Italia ha promosso la campagna “Malattie Reumatologiche? No Grazie!” dove per la prima volta i reumatologi sono andati in 25 centri anziani di altrettante città per tenere lezioni di salute. “Più di un terzo degli anziani con una patologia cronica è colpito da artrite o artrosi – ha sottolineato Roberto Messina, Presidente di Federanziani Senior Italia -. È quindi cruciale che gli over 65 siano i principali destinatari di campagne educazionali specifiche. Servono inoltre provvedimenti specifici per garantire ai pazienti di tutte le Regioni le nuove e più efficaci terapie”. (Italpress)

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