Gli elettori della California, spesso costretti ad attendere giorni prima di conoscere i risultati elettorali, potrebbero presto beneficiare di una riforma significativa. La Corte d’Appello del Distretto di Columbia ha autorizzato in via temporanea il Servizio Postale degli Stati Uniti (USPS) a procedere con una nuova proposta di regolamento che impone agli Stati di fornire liste elettorali e codici a barre serializzati delle schede prima dell’invio delle schede federali.
Secondo i sostenitori, la misura rafforzerà le garanzie di sicurezza e trasparenza, riducendo i tempi di verifica e aumentando la fiducia nel processo elettorale. Per la California, dove quasi tutti gli elettori votano per posta, la decisione potrebbe rappresentare una svolta dopo anni di critiche sulla lentezza dello spoglio e accuse infondate di frode.
L’ordinanza non risolve la causa principale, ma consente all’USPS di implementare temporaneamente la proposta mentre il contenzioso prosegue. Il caso, identificato come National Association for the Advancement of Colored People v. USPS e Louis DeJoy (n. 26‑5257), riguarda la legittimità delle nuove regole e il più ampio ordine elettorale emanato dal presidente Donald Trump. I funzionari elettorali californiani difendono il loro sistema, definendolo sicuro e accurato, ma riconoscono la complessità logistica: la contea di Los Angeles, con oltre 10 milioni di residenti, richiede tempi di elaborazione inevitabilmente lunghi.
Le autorità statali hanno inoltre respinto le affermazioni di frode avanzate da Trump negli ultimi anni. Nella sua ordinanza di due pagine, il collegio di tre giudici ha stabilito che il Servizio Postale ha soddisfatto i requisiti legali per ottenere una sospensione in attesa dell’appello, aprendo la strada all’attuazione delle nuove regole.





