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Roma-Madrid, è braccio di ferro sui confini. E Bruxelles tenta la mediazione

La Spagna verifica fino al 10% dei viaggiatori provenienti dall’Italia, la Farnesina potenzia l’assistenza. Brunner sente i Ministri dell’Interno: “La fiducia tra Stati è preziosa”
domenica, 9 Agosto 2026
4 minuti di lettura

La risposta di Madrid è scattata allo scoccare della mezzanotte di ieri. E dunque porti e aeroporti spagnoli hanno avviato le verifiche sui viaggiatori provenienti dall’Italia, dopo il rifiuto di Roma di revocare le misure introdotte nei confronti dei cittadini in arrivo dalla Spagna in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. Per ora non si registrano code o disagi particolari: la Policia Nacional esamina a campione la documentazione del 5-10% dei passeggeri. Ma lo scontro tra i due Paesi ha chiamato in causa Bruxelles. Difatti ilCommissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner ha contattato i Ministri dell’Interno italiano e spagnolo e ha ricevuto da entrambi la conferma che le restrizioni avranno carattere temporaneo. “La fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa”, ha avvertito. Sullo sfondo resta la tenuta dello spazio Schengen, mentre la Farnesina ha rafforzato l’assistenza ai connazionali diretti in Spagna.

Le verifiche negli aeroporti

Le misure spagnole resteranno inizialmente in vigore fino al 7 settembre. Secondo quanto riportato da ‘El País’, il Ministero dell’Interno ha affidato alle squadre di frontiera la valutazione sulla portata degli accertamenti: gli agenti potranno esaminare interi voli oppure selezionare soltanto alcuni passeggeri. Circa cento poliziotti presidiano porti e aeroporti.

Ogni aereo proveniente dall’Italia viene seguito da un numero di agenti compreso tra due e quattro, che verifica i documenti di una quota tra il 5% e il 10% dei viaggiatori. In termini assoluti si tratta, in media, di circa 15 persone sugli aeromobili di medie dimensioni e di 25 su quelli più capienti.
All’aeroporto di Barcellona fonti della Polizia Nazionale citate sempre da ‘El País’ hanno spiegato che l’attenzione si concentrerà soprattutto sui casi ritenuti sospetti: “L’Italia è un punto critico per l’immigrazione. Controlleremo solo i passeggeri che riteniamo sospetti”.

Da Madrid alle isole

Le operazioni sono iniziate dopo mezzanotte negli aeroporti di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, per poi raggiungere Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia. Il dispositivo interesserà anche le Baleari e le Canarie. Sul versante italiano, tra gli scali maggiormente coinvolti figurano Fiumicino, Ciampino, Malpensa, Napoli, Venezia e Firenze. Le verifiche non riguardano soltanto il traffico aereo. La Spagna ha previsto controlli a campione anche nei porti e una nave da crociera italiana è attesa oggi a Barcellona.

La decisione di Madrid costituisce la risposta alle misure adottate dall’Italia nei confronti dei viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il Governo di Pedro Sánchez aveva chiesto a Roma di ritirarle, ma l’esecutivo italiano ha escluso un passo indietro.

Bruxelles prova a mediare

L’escalation ha spinto la Commissione europea ad aprire un canale diretto con i due Governi. Brunner ha sentito i responsabili dell’Interno di Italia e Spagna e ha posto al centro dei colloqui il carattere temporaneo delle restrizioni: “Oggi (ieri, ndr) ho avuto contatti con i Ministri dell’Interno spagnolo e italiano. Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei”, ha riferito il Commissario europeo. Brunner ha inoltre richiamato “i progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina” e ha ricordato il valore della fiducia reciproca tra i Paesi dell’Unione. Da Madrid, secondo il Commissario, sono arrivate rassicurazioni anche sulle conseguenze della crisi di Ceuta: “Le autorità spagnole ci hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sull’area Schengen”. Brunner ha quindi segnalato aperture sul fronte italiano, parlando di indicazioni che lascerebbero intravedere “una possibile revoca imminente dei controlli”.

In un’intervista a ‘El Mundo’, il rappresentante della Commissione ha chiesto inoltre che le misure decise dalla Spagna non compromettano la libera circolazione. Bruxelles si aspetta che Madrid, in collaborazione con le autorità marocchine, assicuri che le decisioni assunte in risposta alla pressione migratoria non producano conseguenze sul funzionamento di Schengen.

La Farnesina rafforza l’assistenza

Roma ha intanto potenziato la rete di supporto per gli italiani presenti in Spagna o diretti nel Paese. Il Ministero degli Affari Esteri ha aggiornato la scheda dedicata sul portale Viaggiare Sicuri e ha invitato i cittadini a verificare le informazioni prima della partenza e a rispettare le indicazioni delle autorità locali. I requisiti per entrare in territorio spagnolo non cambiano: resta necessario il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio per l’intera durata del soggiorno.

L’Unità di Crisi ha attivato anche il canale WhatsApp ‘Unità di Crisi – Spagna’ e potenziato la sala operativa, disponibile 24 ore su 24 al numero +39 0636225. Resta attivo anche il recapito ACI +39 06491115. Per le emergenze sono operativi il Consolato Generale d’Italia a Madrid al +34 629842287, quello di Barcellona al +34 659790266 e il Vice Consolato di Arona, competente per le Canarie, al +34 630051176.

Il nodo della sicurezza

La crisi di Ceuta è arrivata anche al Parlamento europeo. Gli eurodeputati di Forza Italia hanno depositato un’interrogazione alla Commissione e al Presidente del Consiglio europeo sul rischio di infiltrazioni jihadiste, sulla protezione delle frontiere esterne e sulla salvaguardia dello spazio Schengen. Nel documento gli esponenti azzurri citano notizie di stampa secondo le quali l’AudienciaNacional spagnola avrebbe avviato verifiche sull’ingresso di soggetti potenzialmente collegati al terrorismo jihadista, comprese persone già segnalate o espulse per radicalizzazione. Per gli europarlamentari “flussi incontrollati possono diventare un varco per minacce alla sicurezza interna” e non può essere escluso il ruolo di reti criminali o un impiego strumentale della pressione migratoria da parte di attori esterni.

Forza Italia chiede quindi alle istituzioni comunitarie se dispongano di dati su eventuali soggetti pericolosi entrati a Ceuta e quali verifiche siano state effettuate attraverso Europol, il Sistema d’informazione Schengen, Interpol e le autorità nazionali. L’interrogazione sollecita inoltre un rafforzamento dell’identificazione, dello screening e dell’interoperabilità delle banche dati, oltre a misure per sostenere gli Stati maggiormente esposti.
Nel mirino entra anche il funzionamento degli strumenti europei di controllo delle frontiere in situazioni di emergenza, a partire dal recente Entry/Exit System. Gli eurodeputati chiedono infine interventi che impediscano un uso geopolitico dei flussi attraverso condizionalità più stringenti nei rapporti con i Paesi terzi.

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