mercoledì, 5 Agosto, 2020
Politica

Inchiesta-Fontana. “Metodo Palamara”, sondaggi e si Salvi(ni) chi può

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Se si votasse oggi, lo certifica un recentissimo sondaggio Ipsos, il centro-destra andrebbe al governo: 220 deputati contro i 180 del centro-sinistra e dei grillini. Vittoria? Non proprio. C’è un’aggiunta che fa molto piacere agli avversari della Lega: la progressiva erosione dei suoi consensi (è appena al 23%, un anno fa superava il 35%), una parte in favore di Fdi e in parte dispersi. In pratica, il Carroccio ha perso in pochi mesi, un elettore su tre.

E, non contenti di questo calo, i burattinai, gli ascari e i fan del potere che vogliono unicamente blindarsi, magari utilizzando un probabile ritorno di fiamma autunnale del contagio, per evitare il redde rationem con gli italiani (la crisi economica, la verità sulla cassa integrazione, sul rinvio delle scadenze fiscali, che la partite Iva hanno iniziato a pagare, e sui prestiti a debito della Ue), cosa fanno? Stanno utilizzando, fino al suo completo esaurimento, il “metodo Palamara”. Tradotto: la via giudiziaria al mantenimento dello status quo. Agnello sacrificale, naturalmente, il “Capitano”.

Stiamo parlando dei “camici” forniti alla Regione Lombardia dalla Dama spa, azienda del cognato del presidente della Regione, Attilio Fontana, partecipata anche da sua moglie.
Un fulmine a ciel sereno (non solo per Fontana) che si va ad aggiungere alle altre inchieste presenti e passate: la conferma (nel 2019) da parte della Cassazione, della confisca dei 49 milioni, prescritti a Bossi e Belsito, accusati di appropriazione indebita; il caso Diciotti, a marzo 2019 (il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere), e il caso-Gregoretti, a febbraio 2020 (il Senato invece, ha detto sì al processo); infine, il caso Diasorin-Policlinico San Matteo, per i test sierologici (in una chat si farebbe il nome di Salvini).

E tanto per gradire: giovedì l’Aula si esprimerà sul caso Open-Arms.

Tutti colpi per abbattere il Capitano. Che non molla e contrattacca. Primo, si chiede come mai, pur avendo le prove di un accanimento ideologico della magistratura nei suoi confronti (le famose intercettazioni), si continui a procedere come se fosse un nemico. Secondo, come mai lo stesso metodo non si applica a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, nonché capo dem, ad esempio, sulle mascherine mai arrivate, ma pagate profumatamente (a una società che fa led). Due pesi e due misure? E’ evidente, spiega Salvini, che si colpisce Fontana per colpire il leader del maggiore partito di opposizione.

Mentre le prime due domande, Salvini se le spiega (l’odio e la paura nei suoi confronti), la terza no: il successo nei sondaggi di Conte, un personaggio, per i leghisti, ambiguo, doppio, liquido, non solido. Che sta giocando bene la sua partita, cavalcando il Coronavirus.
Ma Salvini sta giocando bene la sua partita?

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