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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, partecipa a Bruxelles al Consiglio europeo.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, partecipa a Bruxelles al Consiglio europeo.

Consiglio europeo, l’Ue lega il futuro dell’Ucraina alla sicurezza del continente

Nel documento finale sostegno a Kiev, nuove sanzioni contro Mosca e piano per rafforzare la difesa entro il 2030. Focus anche su Medio Oriente, bilancio e competitività
sabato, 20 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Chiaramente, e non poteva essere altrimenti, l’Ucraina è stata il centro politico del Consiglio europeo conclusosi ieri a Bruxelles. Nel documento finale i leader dell’Unione hanno confermato la linea seguita dall’inizio della guerra: e cioè sostegno a Kiev, pressione su Mosca, più capacità di difesa per il continente. Al vertice ha partecipato anche Volodymyr Zelenskyy, presenza che lega il futuro ucraino alla sicurezza europea. Il messaggio rivolto alla Russia è stato netto, anzi nettissimo. La pace, hanno scritto i leader, non può essere decisa senza l’Ucraina e non può premiare l’aggressore. I confini non devono cambiare con la forza. Per questo l’Unione sostiene una soluzione fondata sulla Carta delle Nazioni Unite, sul diritto internazionale e su garanzie di sicurezza credibili. Mosca viene invitata ad accettare un cessate il fuoco completo, immediato e senza condizioni e ad aprire negoziati reali.

Nel testo pesa la condanna dell’escalation russa. Il Consiglio europeo ha citato gli attacchi con missili e droni contro città, civili e infrastrutture energetiche, il raid contro il sito di Kyiv-PecherskLavra, patrimonio mondiale dell’Unesco, e il drone russo carico di esplosivi precipitato su un edificio residenziale in Romania. Per i Ventisette, la guerra non riguarda più il territorio ucraino: le violazioni dello spazio aereo e delle acque degli Stati membri toccano la sicurezza dei cittadini europei.

Sostegno finanziario e militare

Il sostegno a Kiev resta finanziario e militare. Bruxelles attende entro fine giugno la prima erogazione del prestito da 90 miliardi di euro per il 2026 e il 2027 e invita gli Stati membri a proseguire gli aiuti bilaterali. La conferenza sulla ripresa dell’Ucraina, prevista a Danzica il 25 e 26 giugno, dovrà coordinare ricostruzione e sostegno internazionale. Sul piano militare, l’urgenza riguarda difesa aerea, munizioni e droni. La pressione su Mosca passa da nuove sanzioni. Dopo il ventesimo pacchetto, mirato in particolare alla flotta ombra, il Consiglio europeo ha chiesto una rapida adozione del ventunesimo. Nel mirino restano i ricavi energetici, il sistema bancario e le reti di elusione. Senza una pace giusta, l’Unione esclude anche il ritorno russo agli eventi sportivi e culturali internazionali.

Il Medio Oriente è entrato nel vertice con tre fronti. Sull’Iran, l’Ue ha accolto con favore il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Teheran, letto come occasione per la stabilità regionale e per la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Ma Bruxelles ha ribadito che l’Iran non deve dotarsi dell’arma nucleare e chiede piena cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Crisi umanitaria

Su Gaza e Cisgiordania i leader hanno denunciato la crisi umanitaria e chiesto a Israele accesso agli aiuti, riapertura dei valichi e protezione dei civili. L’Unione ha confermato il sostegno alla soluzione dei due Stati e ha respinto l’annuncio israeliano di voler controllare il 70 per cento della Striscia. Il testo ha condannato anche l’espansione degli insediamenti e la violenza dei coloni. Il Libano resta un fronte aperto. L’Ue ha condannatogli attacchi di Hezbollah contro Israele e chiesto il disarmo del gruppo. Al tempo stesso ha invitato Israele a rispettare sovranità e integrità territoriale libanese e a ritirare le proprie forze dal Paese, in linea con la risoluzione 1701 dell’Onu.

Bilancio, competitività e difesa

Dentro l’Unione il vertice ha guardato a bilancio, competitività e difesa. Il prossimo quadro finanziario pluriennale dovrà trovare un accordo entro fine 2026, per evitare interruzioni nei finanziamenti dal gennaio 2028. Sul piano economico i leader hanno chiesto più mercato unico, meno oneri amministrativi, energia a prezzi accessibili e investimenti nell’innovazione. La difesa resta il capitolo più politico. La guerra russa è stata definita una sfida esistenziale. Entro il 2030 Bruxelles vuole rafforzare prontezza militare, base industriale, droni, sistemi antidrone, difesa aerea, spazio e mobilità militare. La Nato resta il fondamento della difesa collettiva per gli Stati che ne fanno parte, ma l’Unione punta a un ruolo più solido.

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