La crisi di Ceuta ha aperto un nuovo fronte politico tra Roma e Madrid e ha riportato il tema dell’immigrazione al centro del confronto europeo. Da una parte Giorgia Meloni ha rilanciato la richiesta di una strategia comune per difendere le frontiere esterne dell’Unione; dall’altra il Governo spagnolo ha accusato alcuni partner, Italia compresa, di avere scelto una linea dettata più dalla convenienza politica che dalla solidarietà. Intanto Bruxelles ha provato a ricucire lo strappo convocando un confronto straordinario tra gli Stati membri, mentre sul terreno il bilancio dell’emergenza continua ad aggravarsi.
A spingere il Governo italiano è quanto accaduto nelle ultime ore: “Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina”, ha scritto Meloni sui social che rivendicato l’iniziativa promossa insieme alla Danimarca e sostenuta da 22 Paesi dell’Unione. L’obiettivo, ha spiegato, consiste nel rafforzare il controllo delle frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, colpire le reti dei trafficanti di esseri umani, accelerare i rimpatri e rimuovere ogni incentivo ai nuovi ingressi illegali. Per il Presidente del Consiglio la tutela dei confini europei non rappresenta un interesse nazionale, ma “una responsabilità comune dell’Europa”.
Parole che hanno trovato una replica immediata da Madrid. Il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha criticato apertamente la scelta italiana di sospendere temporaneamente Schengen nei confronti della Spagna e ha invitato i partner europei a dimostrare “più solidarietà, responsabilità e meno egoismo”. Il Ministro ha ricordato il sostegno assicurato dal Governo spagnolo all’Italia durante la crisi di Lampedusa del 2023 e ha definito “imperdonabile” il comportamento di alcuni Stati membri, sostenendo che i confini spagnoli siano tra i più sicuri dell’Unione.
Videoconferenza
Anche il Premier Pedro Sánchez ha scelto la via istituzionale. In una lettera inviata alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso “seria preoccupazione” per la reazione di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una videoconferenza urgente dei ministri dell’Interno dell’Ue. Pur senza citare direttamente l’Italia, il capo del Governo spagnolo ha parlato di posizioni alimentate da “pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici”, ritenendole incompatibili con il diritto europeo e con i principi di solidarietà dell’Unione.
La risposta di Bruxelles non è tardata ad arrivare. Von der Leyen ha accolto difatti la richiesta di Madrid e ha confermato la disponibilità a una riunione straordinaria che si terrà martedì. La Presidente della Commissione ha ricordato che l’esecutivo europeo sostiene la Spagna fin dall’inizio della crisi e ha ribaditoche il controllo delle frontiere esterne rappresenta una priorità, ma richiede coordinamento tra gli Stati membri e una risposta condivisa contro l’immigrazione clandestina.
Dibattito politico
Lo scontro si riflette anche nel dibattito politico italiano. Il Presidente dei Senatori del Partito Democratico Francesco Boccia ha accusato il Governo di avere scelto “la strada della propaganda” e ha chiesto di chiarire in Parlamento le ragioni della sospensione di Schengen, oltre alle possibili ricadute su cittadini, imprese, turismo e trasporti. Di segno opposto la posizione del Vicepremier Antonio Tajani che ha difeso la linea dell’esecutivo e, attraverso un video di Silvio Berlusconi pubblicato sui social, ha rilanciato la distinzione tra immigrazione regolare e clandestina. Per il Ministro degli Esteri il controllo delle frontiere e gli accordi con i Paesi d’origine restano gli strumenti più efficaci per governare i flussi.
Troppe vittime
Sul fronte dell’emergenza, intanto, il bilancio umano peggiora di ora in ora. A Ceuta i corpi recuperati in mare salgono ad almeno 100, mentre le autorità spagnole installano nuove barriere sulla diga del Tarajal per contenere gli attraversamenti.





