0
Una campagna sotto pressione: la sfida della pacifista Polina Lermant nella Russia che non tollera il dissenso

Una campagna sotto pressione: la sfida della pacifista Polina Lermant nella Russia che non tollera il dissenso

giovedì, 17 Settembre 2026
1 minuto di lettura

A Mosca, mentre un maxi‑schermo invita i cittadini ad arruolarsi per combattere in Ucraina, Polina Lermant, 24 anni, distribuisce volantini con un messaggio opposto: “votare per la pace”. È una scena che racconta la Russia del 2026 meglio di qualsiasi slogan. Lermant è candidata del partito liberale Yabloko, l’unica forza politica registrata nel Paese che si oppone apertamente alla guerra. E la sua campagna è un atto di coraggio in un clima dove il dissenso è punito con il carcere. La giovane attivista teme di fare la stessa fine di molti colleghi. Negli ultimi mesi, figure di spicco del partito sono state condannate a pene durissime: Lev Shlosberg a 11 anni, Maxim Kruglov a 7, entrambi accusati di aver “discreditato l’esercito”. Lermant ricorda come suo bisnonno fu esiliato negli Urali per un’accusa simile in epoca sovietica. “Novant’anni dopo, la paura è tornata”, dice, mentre la repressione si intensifica e lo spazio per il dissenso pubblico si restringe. Il Cremlino sostiene che la censura è necessaria per garantire l’unità nazionale e contrastare presunte operazioni di destabilizzazione orchestrate dall’intelligence ucraina. Ma la realtà è che la campagna elettorale per la Duma, la prima dall’invasione del 2022, si svolge in un contesto dove il risultato non è in discussione: Russia Unita è destinata a mantenere la maggioranza, affiancata dai quattro partiti che votano regolarmente in linea con il governo. Per le autorità, il voto è un test sulla “stanchezza di guerra” della società, in un momento in cui l’economia è sotto pressione: carburante scarso dopo gli attacchi con droni, tassi d’interesse elevati, carenza di manodopera e sanzioni occidentali. La propaganda insiste sul messaggio della vittoria: uno spot televisivo mostra comandanti militari di varie epoche e soldati che issano la bandiera dopo una battaglia in Ucraina, accompagnati dallo slogan “La loro voce è la voce della vittoria. Il tuo voto è la forza della Russia”. Yabloko, un tempo protagonista del liberalismo post‑sovietico, oggi è ridotto a una presenza marginale.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto: