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Dmitry Peskov, Segretario di stampa Presidenziale Russa

Ucraina, accuse FBI alla Russia: “Pianificati omicidi in Europa e negli Stati Uniti”. Mosca: “Servono prove concrete”

Tajani e Crosetto denunciano l’escalation di attacchi ibridi. Zelensky accusa i russi di aver colpito un minibus e di aver minacciato il suo aereo
giovedì, 17 Settembre 2026
3 minuti di lettura

I servizi di intelligence russi starebbero pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l’Ucraina. È l’accusa del Dipartimento di Giustizia americano, che ha annunciato l’incriminazione di cinque persone attualmente latitanti. Secondo l’accusa, una rete legata all’intelligence russa avrebbe pagato o tentato di pagare persone negli Stati Uniti e in altri Paesi per sorvegliare e compiere omicidi mirati. La stessa rete avrebbe inoltre incaricato complici di realizzare o tentare atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in Paesi europei schierati con Kiev.

Mosca: “Servono prove”

Il Cremlino respinge, per ora, ogni commento nel merito. “Finché non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Sul fronte diplomatico, la Russia ha anche preso atto delle dichiarazioni di Washington relative a una possibile tregua nel settore energetico, chiedendo però che siano accompagnate da fatti concreti. “Tali dichiarazioni spesso non sono accompagnate da misure concrete, azioni reali o da un cambiamento complessivo nell’approccio della controparte”, ha affermato il viceministro degli Esteri Serghei Ryabkov.

Tajani: “Testano la reazione dell’Occidente”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha collegato gli ultimi episodi a quella che definisce una strategia di guerra ibrida russa. “Tutti questi attacchi che fa la Russia sanno molto di avvertimento, è un modo per testare la reazione dell’Occidente e capire cosa facciamo, capire se ci dividiamo”, ha detto a Porta a Porta. Secondo Tajani, l’obiettivo di Mosca sarebbe anche condizionare i Paesi europei sul piano politico ed elettorale. “La Russia, attraverso fake news, attraverso un’azione cibernetica, cerca di condizionare la vita democratica nei nostri Paesi”, ha aggiunto, sottolineando che “alla Russia non piace l’atteggiamento di fermezza assunto dall’Italia a difesa dell’Ucraina”.

Crosetto: “Non ho certezze sul drone”

Cautela, invece, dal ministro della Difesa Guido Crosetto sul drone abbattuto in Lituania dai caccia italiani. “Dai resti sembra che si tratti di uno Shahed, non dell’ultima versione”, ha spiegato a Sky Tg24, precisando però: “Non posso dire con certezza” che il drone fosse russo. Crosetto ha parlato di un forte aumento, negli ultimi mesi, delle incursioni con droni e degli attacchi informatici. A suo giudizio, Mosca starebbe mettendo alla prova le difese della Nato e la capacità di reazione dell’Alleanza, aumentando contemporaneamente la pressione sulle opinioni pubbliche occidentali attraverso propaganda e disinformazione.

Attacco a un minibus vicino a Nikopol

Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato un attacco russo contro un minibus interurbano nei pressi di Nikopol. “Stamattina, i russi hanno colpito un normale minibus interurbano vicino a Nikopol con un drone FPV”, ha scritto su Telegram. Il bilancio riferito da Zelensky è di cinque morti e sette feriti. “Non c’è alcuna logica militare in tutto ciò: è solo l’ennesima atrocità”, ha aggiunto il presidente ucraino, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime.

Zelensky: “Colpito due volte l’aereo presidenziale”

In un’intervista alla Cbs News, Zelensky ha inoltre accusato la Russia di aver preso di mira per due volte, nelle ultime settimane, l’aereo presidenziale durante i suoi spostamenti in Moldavia. “Il mio jet si trovava in Moldavia, ed è per questo che hanno attaccato la Moldavia. Quando siamo tornati a casa, passando di nuovo per Chisinau, hanno fatto la stessa cosa”, ha raccontato. Secondo Zelensky, uno o due droni sarebbero entrati nello spazio aereo moldavo anche durante il viaggio di ritorno in Ucraina. Il presidente ha collegato l’episodio a una più ampia strategia russa di intimidazione nei confronti dei leader stranieri. Ha citato anche l’attacco a un treno passeggeri avvenuto vicino al confine polacco, poco dopo il passaggio di un altro convoglio con funzionari europei, americani e altri ospiti di alto profilo in visita in Ucraina.

Una flotta russa torna a Tartus

Intanto, una formazione navale russa è arrivata nel porto siriano di Tartus, secondo quanto riferito da media siriani e internazionali. Il gruppo comprende il cacciatorpediniere Admiral Levchenko, la nave da carico Sparta, la nave di rifornimento Akademik Pashin e la petroliera General Skobelev. L’arrivo, avvenuto il 7 settembre, rappresenterebbe il primo rifornimento russo alle basi di Hmeimim e Tartus dall’intesa raggiunta tra Mosca e la nuova amministrazione di Damasco sul futuro della presenza militare russa in Siria. Secondo le fonti, il convoglio era partito il 27 agosto e aveva attraversato lo stretto di Gibilterra con i trasponditori disattivati. Immagini satellitari avrebbero poi mostrato la Sparta e l’Akademik Pashin ormeggiate a Tartus e la General Skobelev al largo, mentre veniva scaricato un carico non identificato con certezza. La notizia non è stata commentata da Damasco né dall’ambasciata russa in Siria, ma è stata confermata da fonti citate da media siriani e internazionali. Il movimento navale arriva dopo l’intesa annunciata il 9 agosto tra Mosca e Damasco, che prevede il passaggio alla gestione siriana di alcune strutture civili russe sulla costa, compreso il quarto molo del porto di Tartus, e la trasformazione delle basi russe in “centri di addestramento” congiunti.

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