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Bologna, Mattarella: “Fare giustizia è la vittoria della democrazia”

Nel 46esimo anniversario della strage il Capo dello Stato richiama il valore della verità contro depistaggi ed eversione. Meloni: “Il 2 agosto 1980 resta una delle pagine più buie della storia nazionale”
lunedì, 3 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Alle 10.25 del 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. L’attentato provocò 85 morti e oltre 200 feriti, lasciando una ferita destinata a segnare la storia della Repubblica. A quarantasei anni da quella mattina, ieri la città ha ricordato le vittime con il tradizionale corteo e le cerimonie commemorative, mentre dalle istituzioni è arrivato un richiamo unanime alla memoria, alla verità e alla difesa dei valori democratici. Alla manifestazione hanno preso parte anche i familiari di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto il 19 luglio scorso durante un intervento che ha coinvolto forze di polizia e personale sanitario a Bologna.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato nella ricerca della verità il lascito più importante della risposta civile dello Stato e della società: “Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani”, ha detto, ricordando “il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini”, la sofferenza dei familiari e la devastazione che colpì il cuore della vita civile del Paese.

Per il Capo dello Stato quella tragedia richiama soprattutto le nuove generazioni alla tutela dei valori di libertà, giustizia e democrazia, gli stessi che “la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere”. Mattarella ha poi sottolineato la risposta offerta dalla città e dall’intero Paese dopo l’attentato: “Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire impedirono agli assassini e ai loro complici di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali”. Il Presidente ha rivolto un ringraziamento ai magistrati, agli uomini delle istituzioni e ai familiari delle vittime per il loro impegno nella ricerca della verità, nonostante i tentativi di depistaggio. “Fare giustizia è vittoria della democrazia”, ha concluso.

Pagina buia

Anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato la ricorrenza con un messaggio dedicato alle vittime e ai loro familiari: “Quarantasei anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la Nazione intera con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento. Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale”.

Il Premier ha assicurato che il Governo proseguirà il percorso diretto a fare piena luce sulle stragi del Dopoguerra, indicando nel versamento degli atti declassificati all’Archivio centrale dello Stato un passaggio determinante, realizzato in collaborazione con le amministrazioni competenti e con le associazioni dei familiari delle vittime.

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato che “la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla matrice fascista la responsabilità di questa orribile strage” e ha sostenuto la necessità di proseguire nella ricerca della verità completa. “Lo dobbiamo all’Italia”, ha scritto sui social.
Il Vicepremier Matteo Salvini ha rivolto un pensiero alle vittime innocenti e ha invitato a non disonorare la memoria della giornata “insultando, aggredendo, devastando o seminando violenza”. “Non dimentichiamo”, ha concluso.

Coscienza civile del Paese

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito l’attentato “un segno indelebile nella coscienza civile del Paese”. Ha ricordato l’orologio della stazione, fermo all’ora dell’esplosione, come simbolo della “disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia”. Piantedosi ha poi evidenziato la risposta unitaria dello Stato e della società, rimasti saldi davanti al terrorismo, e ha rivolto un pensiero ai familiari delle vittime, che “non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia”. Onorare i caduti della strage, ha aggiunto, significa respingere ogni forma di odio e difendere i valori di libertà e giustizia alla base della Repubblica.

Alla commemorazione ha partecipato anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che ha parlato di “grande partecipazione democratica” e ha ribadito il sostegno all’Associazione dei familiari delle vittime. Schlein ha richiamato le sentenze che attribuiscono la responsabilità della strage alla matrice neofascista con finalità eversive e ha escluso qualsiasi tentativo di riscrivere la storia. La leader dem ha inoltre chiesto che prosegua il lavoro per completare l’accertamento della verità e per garantire la piena attuazione della normativa dedicata alle vittime.
Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha ricordato il ruolo decisivo dei familiari nel lungo percorso verso la verità storica e giudiziaria: “La memoria è un dovere civile. Difenderla significa respingere ogni tentativo di riscrivere la storia e custodire i valori democratici su cui si fonda la nostra Repubblica”, ha scritto sui social.

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