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Meloni all’Ue: “Ridurre il costo dell’energia”. Von der Leyen chiude ai sussidi generalizzati

Nel confronto europeo entrano anche competitività, regole sul metano e acquisti comuni. Procaccini rilancia l’autonomia energetica mentre Vannacci attacca Bruxelles
mercoledì, 7 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Il costo dell’energia è tornato ieri al centro del confronto europeo e diventa di fatto uno dei nodi politici più delicati in vista del Consiglio del 15 e 16 ottobre. Giorgia Meloni ha chiesto indicazioni chiare per alleggerire il peso sulle imprese e difendere la competitività industriale, Ursula von der Leyen ha aperto a strumenti comuni e sostegni selettivi, ma ha chiuso alla strada dei sussidi generalizzati mentre Roberto Vannacci ha attaccato senza tanti fronzoli la Commissione e Nicola Procaccini ha rilanciato il tema dell’autonomia energetica.

Il Presidente del Consiglio, insieme al Cancelliere tedesco Friedrich Merz e al Primo Ministro belga Bart De Wever, ha ospitato la quarta riunione in videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo del gruppo informale sulla competitività europea. Alla riunione, secondo una nota di Palazzo Chigi, hanno partecipato anche la Commissione europea, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. Il confronto si è concentrato su tre dossier: costo dell’energia, semplificazione delle regole europee e rapporti commerciali internazionali. Meloni ha sottolineato la necessità che il prossimo Consiglio europeo dia indicazioni politiche concrete, soprattutto per ridurre il prezzo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea.

Il Premier ha richiamato il contributo comune elaborato con il Primo Ministro ceco Andrej Babis, che contiene proposte per alleggerire i costi legati al sistema Ets, sostenere i settori industriali più esposti, limitare l’impatto del costo della CO2 sul prezzo dell’elettricità e rinviare ulteriormente l’entrata in vigore dell’Ets2. Nel confronto è stata inoltre richiamata l’importanza della capacità europea di raffinazione per la sicurezza energetica.

Semplificazione e metano

Capitolo regole; il gruppo ha posto l’accento sulla necessità di eliminare o rivedere gli obblighi europei ritenuti non necessari, sproporzionati o controproducenti. Tra i dossier citati figura il Regolamento europeo sul metano, la cui prossima entrata in vigore potrebbe rendere più difficile e costoso il ricorso a fornitori alternativi di energia. Quanto alle relazioni commerciali internazionali, il confronto ha riguardato la capacità dell’Europa di competere sui mercati mondiali, con l’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza più eque e un migliore accesso ai mercati esteri per le imprese europee.

La dichiarazione di von der Leyen

Da Strasburgo, intanto, Ursula von der Leyen ha indicato una linea fondata su interventi selettivi: «Abbiamo introdotto un quadro temporaneo di aiuti di Stato per i settori industriali più esposti» alla crisi, ha spiegato alla plenaria del Parlamento europeo, ricordando anche le opzioni messe a punto per aiutare le famiglie più bisognose: «Il sostegno deve essere mirato: niente sussidi generici, perché ciò aumenterebbe la domanda, favorirebbe i redditi più elevati e comporterebbe costi enormi. Ma un sostegno su misura», ha spiegato la Presidente della Commissione, che ha citato Francia e Romania come esempi di programmi di buoni energetici rivolti alle famiglie a basso reddito. «Questo è l’approccio giusto: un sostegno mirato ed efficace per chi ne ha veramente bisogno», ha ribadito.

Von der Leyen ha annunciato anche la creazione di una task force per aggregare la domanda di energia, per richiamare quindi il modello già utilizzato quando la Russia aveva tentato di ricattare l’Europa. In quella fase, ha ricordato, gli acquirenti europei erano stati riuniti per aggregare la domanda e garantire le forniture necessarie. Ora l’obiettivo è «portarlo a un livello superiore», con il passaggio dal semplice abbinamento tra domanda e offerta a un sistema nel quale un operatore di mercato gestisca l’acquisto congiunto.

Bilancio europeo e rinvio sul metano

Nel suo intervento a Strasburgo la Presidente della Commissione ha affrontato anche il tema del bilancio dell’Unione, pari all’1,26% del Pil europeo, e ha messo in guardia da tagli ingenti che potrebbero incidere sulle priorità fondamentali già condivise. Von der Leyen ha ricordato la difficile situazione di bilancio degli Stati membri, ma ha difeso il pacchetto di nuove risorse proprie proposto dalla Commissione: «Se vogliamo preservare le nostre priorità e il livello di ambizione che nutriamo per l’Europa, dobbiamo impegnarci a fondo sul versante delle entrate».

Sul metano la Commissione starebbe inoltre valutando un ulteriore anno di flessibilità per gli esportatori, con lo slittamento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni sull’import dal primo gennaio 2027 al primo gennaio 2028: «Concederemo agli esportatori un ulteriore anno di flessibilità per quanto riguarda il metano, evitando così costi aggiuntivi in un momento di crisi».

L’intervento di FdI-Ecr

Sul versante energetico è intervenuto anche Nicola Procaccini, Europarlamentare di Fratelli d’Italia-Ecr, che ha legato l’aumento del costo dei carburanti alla pressione su famiglie e imprese e ha contestato la contrapposizione tra fonti rinnovabili e fonti fossili. Secondo Procaccini il punto centrale resta la capacità di produrre più energia in autonomia, qualunque ne sia the fonte, anziché dipendere dagli acquisti dall’estero: «L’autonomia strategica è l’unica strada per essere resilienti di fronte agli shock geopolitici che possono sopraggiungere da un momento all’altro. Vale per l’energia come per la difesa militare», ha affermato, prima di concludere che «sovranità energetica e sicurezza sono le due facce della stessa medaglia».

L’attacco di Fn

Di segno opposto l’intervento di Roberto Vannacci, leader di Fn, che sui social ha attaccato duramente la Commissione: «L’Europa al contrario di frau von der Leyen non concede la flessibilità per le esigenze dei cittadini ma solo per armi ed energia verde. Basta!», ha scritto. Vannacci ha poi evocato «operai licenziati, agricoltori in rivolta, pescatori relegati in banchina, artigiani con le botteghe chiuse e imprese in crisi», definendo questo quadro «il risultato del fallimento europeo». Il Generale ha inoltre criticato chi sostiene la Commissione europea, il Green Deal e «la guerra a oltranza», per poi rilanciare Futuro Nazionale.

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