venerdì, 19 Agosto, 2022
Economia

Fondi Ue. La Cna: tutto bene, ma i soldi ora devono servire al Paese, a tagliare la burocrazia e riformare i tempi della giustizia

Tutti con l’Europa, con l’Italia e con il Governo, quel senso di euforia che fa breccia anche in parte dell’opposizione, ma a condizione che i soldi ci siano davvero e che saranno spesi nella direzione giusta. La Confederazione nazionale artigiani, parla di “un’intesa di portata storica”. “Sicuramente la più importante decisione economica adottata dal’Europa dopo l’introduzione dell’euro”, scrive la Confederazione che si sbilancia in favore dell’accordo, “il fondo per la ripresa associato al Bilancio comunitario, oltre alla enorme capacità finanziaria, possiede un valore politico ancora più rimarchevole: dimostra che l’unità europea rimane, anzi è, una costruzione solida”.

Insomma per ora appare tutto rosa e fuori, il clima è quello di una certa coesione nazionale ritrovata. “E che sui problemi più seri è capace di fare fronte comune per aiutare davvero i cittadini. A Bruxelles”, scrive la Cna, “l’Italia ha saputo fare la sua parte, perseguire gli interessi nazionali ma in un’ottica continentale e, soprattutto, conservando la propria dignità”.

Finita la parte delle congratulazione emergono le prime domande e considerazioni su come saranno siedi i fondi. “Ora è bene, però, che il nostro Paese si prepari a utilizzare al meglio i fondi, messi a disposizione dalla Ue, per non sprecare questa occasione unica. Occorrono”, sottolinea la Confederazione, “piani concreti e strutturati di intervento ai quali le parti sociali, come la CNA, possono e devono dare il loro contributo di idee e di proposte anche per poter esaltare il ruolo, ancora una volta fondamentale, dell’artigianato e delle piccole imprese italiane”.

In cima alla lista delle richieste della Cna c’è il taglio della burocrazia e una riforma dei tempi della giustizia. “Nel contempo, chiediamo al Governo di avviare immediatamente una profonda riforma della burocrazia e della giustizia”, sottolinea in conclusione la Cna, “per evitare che questi annosi fardelli italiani possano ancora una volta frenare, se non bloccare, le prospettive di crescita oggi di fronte a noi, trasformandole in miraggi”.

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