venerdì, 4 Dicembre, 2020
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Se il Covid arriva in aereo. Ma invece dei lockdown, le chiusure degli aeroporti a rischio?

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Alla fine è arrivato il decreto di respingimento per «gravi motivi sanitari», quelli legati alla pandemia da Covid, firmato in tutta fretta dal ministro degli Interni per bloccare un volo ricco di 165 bengalesi. Avevano provato a volare dal Bangladesh facendo uno scalo intermedio a Doha in Qatar per evitare quello che invece è stato inevitabile.

Ma il ministro della Salute, Roberto Speranza, al contrario di quello degli Esteri Di Maio che sembrava tentennare, ha deciso di non far entrare in Italia chi potenzialmente rappresenta un pericolo chiedendo a chi competente il blocco assoluto di scalo.

L’ordinanza che decide il blocco è ancora in fase di stesura, il parametro epidemiologico basato sui contagi comunicati dai singoli Paesi non basta di certo per arginare il problema. Come vengono riportati i dati dagli altri Paesi?

Non si può sapere, criteri oggettivi e unici in giro per il mondo non ci sono. Tra i Paesi a rischio rientreranno con ogni ogni probabilità anche il Brasile,  il Perù, l’Iran e l’Etiopia, con qualche rischio anche per India, Moldavia e Ucraina.

Ma il problema è europeo. Ieri il ministro Speranza ha scritto al Commissario Ue alla salute, Stella Kyriakides e al suo collega tedesco, Jens Spahn, sperando in un aiuto dall’Europa: la richiesta è quella di “di delineare insieme nuove, rigorose misure cautelative per gli arrivi da aree extra Schengen ed extra Ue”.

Insomma i comportamenti che minacciano di far risalire la curva dei contagi in Italia arrivano in volo altro che colpa degli italiani, del distanziamento e compagnia bella. Ieri siamo passati da 138 a 193 nuovi casi. Una crescita che dipende tutta da noi e dall’uso dei dispositivi non corretto?

(Lo_Speciale)

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