martedì, 24 Novembre, 2020
Società

Alemanno INT su Decreto Semplificazioni: bene ottimizzazione sistemi digitali della P.A. attraverso piattaforma unica e maggior utilizzo posta elettronica certificata nei rapporti con i professionisti

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Prosegue l’invio di documentazione da parte dell’istituto Nazionale Tributaristi (INT) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo la memoria presentata agli Stati generali dell’economia.

Come era stato anticipato allo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte da parte del Presidente Alemanno, l’INT ha inviato nuova documentazione riguardante sia una visione di maggior respiro

sia interventi che potrebbero essere introdotti da subito. Le ulteriori indicazioni dell’Istituto Nazionale Tributaristi sono state arricchite anche da interventi di esperti esterni all’INT, in ambito digitale e dell’energia, settori ritenuti strategici e fondamentali, i contribuiti sono stati predisposti da Enrico Molinari,  Innovation manager & Team digital coordinator Sistema camerale italiano e dal Pierpaolo Carini Presidente del Consiglio di Gestione e Amministratore Delegato Egea Spa. Così il numero uno dell’INT: “Nel ringraziare il dott. Molinari e l’ing. Carini per la preziosa collaborazione che contiamo di proseguire proprio per dare supporto concreto all’azione di riforma e modernizzazione del Paese, registro positivamente l’introduzione, nel d.l. semplificazioni ancorché in bozza, di tematiche digitali individuate e proposte dalle memorie dell’INT e dei suoi esperti, quali il maggior utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti P.A. e professionisti, tema che da tempo sosteniamo, e l’attivazione della piattaforma unica per la notificazione digitale degli atti, nella speranza che si possa poi arrivare all’utilizzo dei milioni di dati in possesso e alla scambio degli stessi tra i vati settori della P.A. sollevando il contribuente dal presentare e ripresentare documenti, certificazioni e dati.”

Stralcio contributo del dott. Enrico Molinari

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Un Digital Divide che incide notevolmente sulla transizione che l’Italia deve affrontare per rendere i pagamenti digitali la regola di mercato e che i piani di ripartenza allo studio per il Paese post COVID‐19 possono trasformare in un’occasione per ridisegnare i processi gestionali delle organizzazioni pubbliche e delle aziende private verso la sperimentazione di tecnologie di riconoscimento facciale, sensoristica biometrica, intelligenza artificiale, realtà aumentata e App già presenti sul mercato per pagamenti veloci oppure per ricevere rimborsi, rewards o cash back dalla PA.

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Da un punto di vista concreto e quotidiano, con l’adozione di un sistema nazionale di pagamenti digitali sarebbe possibile pagare le tasse, ricevere rimborsi o gestire procedure compensative in un click, richiedere ad una sola piattaforma online certificati telematici per ogni singola posizione fiscale, contributiva, assicurativa, giuridica e sanitaria. Inoltre, sarebbe possibile superare la “burocrazia difensiva”, incentivare l’accesso alle tecnologie cash‐free come acceleratore dei processi e dei sistemi di pagamento digitale della Pubblica Amministrazione (PagoPA, SPID e CIE) e dematerializzare i flussi indirizzati alla PA in generale, all’Agenzia delle Entrate, alle Autorità delle Dogane e dei Monopoli oppure al Registro delle Camere di Commercio, garantendo origine, affidabilità, e veridicità via blockchain.

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Stralcio contributo dell’ ing. Pierpaolo Carini

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Investimenti per la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza nella distribuzione gas.

Arera ha individuato come obiettivi per il 5° periodo regolatorio, 2020 – 2025:  la riduzione del numero degli operatori del settore incentivando l’aggregazione fra operatori di medie e piccole dimensioni (delibera 570/2019); – lo sviluppo di investimenti volti a contrastare il cambiamento climatico (DCO 170/2019). Il raggiungimento di entrambi gli obiettivi è tuttavia frenato dal fallimento del meccanismo delle gare per l’affidamento del servizio previste dal Decreto Mise 226/2011 causato in primo luogo dalla eccessiva complessità della procedura individuata. In proposito basti pensare che ad oggi è stato perfezionato un solo nuovo contratto (peraltro riconfermando il gestore uscente, unico concorrente) rispetto ai 177 ambiti nazionali individuati dal Decreto. Decreto oggi concordemente (Operatori, Anci, Istituzioni) ritenuto inadeguato in quanto ancorato ad una visione industriale del settore superata e che per questo motivo dovrà essere sottoposto a una profonda revisione finalizzata a semplificarne vincoli e modalità attuative che contribuisca anche alla trasformazione energetica del Paese in una prospettiva di decarbonizzazione, come previsto dal PNIEC. Premesso quanto sopra si ritiene che l’introduzione di una moratoria nello svolgimento delle gare gas ex DM 226/2011 consentirebbe di ripristinare un quadro relativamente stabile nel settore con conseguente stimolo agli operatori ad attivare investimenti sostenuti da capitali propri anche orientati al raggiungimento dei target ambientali auspicati.

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I testi integrali delle memorie dell’INT e dei suoi esperti saranno prossimamente pubblicati nelle pagine del portale www.tributaristi-int.it

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