martedì, 4 Agosto, 2020
Lavoro

Porti. Sindacati dei trasporti: nuovo accordo con il Governo in difesa di lavoratori e imprese. Ora nuove possibilità di sviluppo nei collegamenti via mare

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“L’emendamento che regola l’autoproduzione nei porti previsto nel Dl Rilancio è passato. Ringraziamo tutti i deputati che con grande senso di responsabilità lo hanno votato”. Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti che si dichiarano pienamente sodisfatti dopo anni di confronti e polemiche. “Questa norma di grande civiltà che rivendicavamo da 20 anni, consentirà uno sviluppo migliore dei traffici RoRo in tutti i porti italiani, rafforzando l’intero sistema attraverso la tutela dei diritti dei lavoratori contro lo sfruttamento, salvaguardando l’equilibrio degli organici dei porti, garantendo servizi efficienti e in sicurezza.

“Inoltre”, scrivono i sindacati, “esprimiamo soddisfazione anche per le risorse messe a disposizione a favore delle imprese art.17 a seguito delel mutate condizioni economiche per il consistente calo dei traffici dopo l’emergenza sanitaria”. Il lieto fine con l’accordo è arrivato dopo giorni di tensioni e contrapposizioni tanto che i lavoratori avevano già deciso di incrociare le braccia.

“Sciopero di 24 ore il prossimo 24 luglio dei lavoratori dei porti, dei lavoratori marittimi e dei servizi di rimorchio portuale”, annunciava una nota di protesta della Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti spiegando che “nel settore portuale e marittimo, in una fase così delicata per il Paese, si sta verificando uno scontro importante tra interessi divergenti tra le parti che rischia di scaricarsi sulla sicurezza e sui redditi dei lavoratori”.

“Tra le motivazioni alla base dello sciopero”, avevano fatto presente le tre organizzazioni sindacali, c’è il tema dell’autoproduzione delle operazioni portuali utilizzata per abbattere i costi, creando fenomeni distorsivi del mercato e della concorrenza. Vi è inoltre la necessità di riaprire immediatamente il confronto per i rinnovi dei contratti nazionali del settore marittimo e portuale, scaduti rispettivamente nel 2017 e nel 2018, per affrontare in maniera condivisa le tante problematiche che la crisi sanitaria ha fatto emergere”. Poi le trattative e il nuovo accordo che secondo i sindacati rende giustizia ai lavoratori e alle imprese che operano nei porti.

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