domenica, 7 Marzo, 2021
Economia

Agroalimentare, rischio batosta dazi dell’America. Coldiretti: con il blocco d’ingresso dei cittadini Usa, rischiamo rialzo dazi del 100%

Possibili ripercussioni e “ritorsioni” da parte degli Stati Uniti, verso i prodotti agroalimentari del Made in Italy. A mettere in allarme la Coldiretti è la decisione di tenere, per l’emergenza sanitaria, le frontiere UE chiuse ai cittadini americani, blocco – che l’Italia realizza in pieno – che potrebbero scatenare “la rappresaglia di Trump alimentando la guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti”, osserva preoccupata la Coldiretti, “che hanno appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l’Italia riguarda un valore dell’export di 3 miliardi, pari ai 2/3 delle spedizioni agroalimentari totali e si estende tra l’altro a vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti”.

A mettere in guardia la Confederazione è la notizia che Stati Uniti minacciano di aumentare i dazi al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy. “Dopo l’entrata in vigore il 18 ottobre 2019”, ricorda la Coldiretti, “delle tariffe aggiuntive del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro specialità italiane come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello”.

La procedura di consultazione avviata dal dipartimento statunitense del commercio (USTR) si concluderà il 26 luglio e viene realizzata nell’ambito del sostegno Ue ad Airbus con gli Usa che sono stati autorizzati ad applicare sanzioni all’Unione Europea per un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari dal Wto, che dovrebbe però a breve esprimersi sulla disputa parallela per i finanziamenti Usa a Boeing la quale darebbe a Bruxelles margini per proporre contromisure.

“L’export del Made in Italy agroalimentare in Usa nel 2019 è risultato pari a 4,7 miliardi ma con un aumento del 10% nel primo quadrimestre del 2020”, mette in evidenza la Coldiretti, “nonostante l’emergenza sanitaria. Il vino con un valore delle esportazioni di oltre 1,5 miliardi di euro, è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 420 milioni ma a rischio è anche la pasta con 349 milioni di valore delle esportazioni”.

Un conto pesante che si aggiunge alla mancata spesa turistica in Italia dei cittadini statunitensi stimata in 1,8 miliardi nel Belpaese, pari a quasi 1/3 (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari durante i mesi di luglio, agosto e settembre. “Le mete privilegiate sono le città d’arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti si faranno sentire”, precisa la Coldiretti, “anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio”.

“Occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia mondiale duramente colpita dall’emergenza coronavirus”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza della difesa di un settore strategico per l’Ue che “sta pagando un conto elevatissimo per dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo”.

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