martedì, 13 Aprile, 2021
Politica

Siamo Stati Generali e ora Conte giustifica i suoi mezzi

Storie di ordinaria follia, così abbiamo tradotto l’indimenticabile libro di Charles Bukowski, che parte dalle sue dimissioni dal lavoro, a cinquant’anni suonati, “per non uscire di senno del tutto”. Sesso, birra e follia pura hanno fatto di quei racconti il best seller americano di quegli anni nei quali il mondo voleva allucinarsi, come scriverà in “Jukebox all’idrogeno” Allen Ginsberg. Epoca nella quale i libri li mettevamo ovunque tranne che nella libreria; li posavamo nel bagno, sul comodino, sul bracciolo della poltrona, in cucina in mezzo alle ricette: erano amici, nemici, compagni ribelli, quei libri. Anche quei tempi erano ribelli, e non torneranno mai più.

Perché vi parlo di Bukowski e Ginsberg? Dovreste averlo capito. Siamo tornati in un mondo irreale dove i giovani consumano tutto in birra e movida. Nessuna speranza e nessuna rivoluzione da fare. Bevi, stai zitto e stai a casa!

Ora ci pensano gli Stati Generali a creare quel lavoro che neppure prima del Covid 19 nessuno era riuscito a creare.

Pensatori moderni che Conte riunisce sperando di far volare l’Italia al di là della palude. Per volare, però, l’Italia ha bisogno soprattutto di grandi politici.

Stati Generali: che bella festa a Palazzo, telecamera per tutti e invito a parlare. Qualcuno ci crederà che lo Stato andrà meglio per quello che dirà lui, in quel piccolo spazio di notorietà che gli sarà concesso a palazzo reale, altri ci andranno per non essere scortesi con chi li ha invitati altri ancora per capire la follia di Stato dove sia arrivata.

Le leggi le deve fare il Parlamento. Abbiamo eletto dei parlamentari e ora devono dimostrare, loro, di saper fare. Senza finti aiuti da parte degli uomini che dovranno prendersi la colpa dell’insuccesso.

Pletore di consulenti che salgono e scendono le scale dei Palazzi romani, tutti con l’illusione di poter salvare l’insalvabile. Abbiamo già vissuto il “Fate Presto” messo in mano ai tecnici, e siamo ancora ad aspettare.

Anche Grillo e Casaleggio secondo noi sono stati risucchiati dall’ordinaria follia dei loro parlamentari.

E se gli Stati Generali sono l’ultimo mezzo escogitato da Conte e Casalino per restare in galleggiamento ancora per qualche mese, e solo questo può essere il fine, allora siamo spacciati. I cittadini non vogliono scienziati, gli bastano uomini, anche di ordinaria follia ma che sappiano dare una visione concreta alla vita che li aspetta. Possibile che non si possa andare al voto? O è una storia di ordinaria follia all’idrogeno anche questa?

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