venerdì, 3 Dicembre, 2021
Società

Emergenza alimentare. Legambiente e NaturaSì: recuperiamo 3 mila tonnellate di frutta da ridistribuire. Al macero in un anno 16 miliardi di prodotti agricoli ritenuti non “belli”

Dire spreco oggi è come bestemmiare. Gettare al macero tonnellate di prodotti agricoli rappresenta un insulto non solo etico ma anche sociale, economico e spirituale. L’impegno è recuperare, tutelare e distribuire ciò che il mercato – che non è sempre la risoluzione di tutti i mali – butta via. A lanciarsi in questo progetto è Legambiente e la catena di punti vendita NaturaSì che in sinergia conta nodi raccogliere lciò che i consumi scartano.

“Ogni giorno il nostro sistema produttivo rifiuta una quantità enorme di cibo solo perché non è omogeneo nella forma e nella dimensione”, ricorda Legambiente, “Cibo meno ‘bello’ insomma ma buono lo stesso, che non incontra un ideale di ‘perfezione’ o di ‘standard’, che viene sprecato o non utilizzato a fini alimentari. In Italia si calcolano 36 chili di cibo a testa perduti ogni anno lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e consumo”. Un buttare via che costa una cifra incredibile, complessivamente circa l’1% del Pil nazionale, con una stima che oscilla tra i 12 e il 16 miliardi di euro.

In Italia e nel resto d’Europa il 21% dello spreco di frutta e verdura, secondo i dati Fao, avviene direttamente nei campi. Alimenti che vengono scartati, lasciati sui terreni o utilizzati per fare compost, spesso a causa di imperfezioni, di mancata adesione agli standard che l’industria alimentare ha imposto in un primo momento ma che è poi diventata una condizione essenziale per l’accettazione da parte dei consumatori.

È proprio per sfidare questo modello che NaturaSì lancia con Legambiente un’iniziativa destinata a ridurre fortemente lo spreco di cibo nei campi. “L’azienda del biologico ha deciso di mettere a disposizione dei clienti i cosìpernatura, prodotti imperfetti, solo un po’ più grandi o un po’ più piccoli o semplicemente dalla forma insolita”, spiegano gli attivisti di Legambiente, “ma buoni lo stesso perché contenenti le stesse proprietà nutritive di qualsiasi altro prodotto biodinamico e biologico. Questo primo progetto su vasta scala di riduzione concreta dello spreco alimentare a partire dai campi è stato presentato oggi, in una conferenza stampa in streaming sulla pagina Facebook e YouTube di NaturaSì da Fausto Jori, Amministratore delegato di NaturaSì, Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, il cofondatore di Last Minute Market Luca Falasconi. Moderatrice: la giornalista di TV2000 Gabriella Facondo”.

“Recuperando e mettendo in commercio quello che è appena più piccolo, o appena più grande, o appena diverso, passiamo da un 20% circa di prodotto scartato sui nostri campi a un massimo, quasi fisiologico, del 4%”, spiega Fausto Jori, “Nei nostri 500 negozi sono presenti da oggi quelli che abbiamo chiamato i ‘Ogni giorno’, il nostro sistema produttivo rifiuta una quantità enorme di cibo solo perché non è omogeneo nella forma e nella dimensione. Cibo meno ‘bello’ insomma ma buono lo stesso, che non incontra un ideale di ‘perfezione’ o di ‘standard’, che viene sprecato o non utilizzato a fini alimentari. In Italia si calcolano 36 chili di cibo a testa perduti ogni anno lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e consumo”.

“Lo spreco di cibo è uno dei problemi che affrontiamo da anni, attraverso un’azione costante della nostra rete territoriale impegnata a promuovere azioni concrete e a sensibilizzare i cittadini sugli stili di vita sostenibili anche nel consumo alimentare”, fa presente Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente, “In un periodo di emergenza socio-economica come quello che il Paese sta attraversando, l’iniziativa in collaborazione con NaturaSì va nella giusta direzione, perché valorizza ulteriormente l’offerta di prodotti bio, con un impatto positivo sull’ambiente e sulla salute di ciascuno di noi. In questa nuova fase, siamo chiamati a ripensare i nostri modelli di consumo e a orientare le nostre scelte, anche e soprattutto tra gli scaffali, abbandonando le logiche di consumismo basate sulla standardizzazione dei prodotti agricoli e privilegiando alimenti che garantiscano un uso ecologico ed etico delle energie e delle risorse impiegate per la loro produzione. È una delle sfide su cui serve senz’altro confrontarsi anche a livello nazionale, nell’ambito del Green Deal europeo, per promuovere sempre di più l’agroecologia del nostro Paese. Serve maggiore concretezza per impedire gli sprechi alimentari, tra i fattori che contribuiscono all’aumento delle emissioni di gas climalteranti. Questa nuova iniziativa della nostra collaborazione strategica con NaturaSì è anche una risposta alla sempre più urgente lotta alla crisi climatica”.

E che cambiare rotta sia possibile lo dimostrano i dati. Nella fase di prova del progetto cosìpernatura, in un solo mese, da fine aprile a fine maggio, i prodotti messi a disposizione nei negozi da NaturaSì sono arrivati a 795 tonnellate. L’obiettivo è di recuperare 2.500-3.000 tonnellate di frutta e verdura “imperfetta” in più all’anno. Questo significa, stando ai numeri, che il percorso ambizioso dello spreco zerodel raccolto è già stato intrapreso. Con un vantaggio per tutti.
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