giovedì, 21 Gennaio, 2021
Economia

Confindustria, le previsioni dei vice presidenti Stirpe e Robiglio: troppe incertezze, rischio crollo occupazionale e chiusure di imprese

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Un autunno carico di incertezze economiche. Se la ripresa dovesse indebolirsi, se i consumi e la produzione non risaliranno, se gli incentivi alle imprese non arriveranno, e se la burocrazia continuata a frapporsi, allora si aprirà un baratto occupazionale. A temere questa caduta, che avrebbe conseguenze drammatiche sul piano sociale e finanziario di imprese e famiglie, è Confindustria che da alcuni giorni torna a sollevare il problema. “Sulla base delle stime che emergono dalla relazione al Decreto Rilancio dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, per l’autunno si prevede che siano a rischio 140 mila posti di lavoro a tempo determinato e circa 680 mila per i lavoratori delle aziende maggiormente colpite dall’emergenza Covid”, fa presente Maurizio Stirpe, Vice Presidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali. Per Confindustria siamo già davanti ad una situazione difficile che ha superato il livello di guardia.

“È evidente che ci troviamo in una situazione delicata per non dire drammatica”, sottolinea Stirpe, “e che ora, dopo la riapertura, bisogna concentrarsi sull’aspetto centrale della questione, cioè dare impulso alla domanda di queste imprese, per garantire i livelli occupazionali pre-crisi”. Inoltre nell’analisi fatta dagli industriali emerge che le iniziative messe in campo dal governo rischiano di arrivare tardi, di essere appesantite dalla burocrazia e quindi inefficaci.

“Confindustria sta elaborando e proponendo un set di strumenti tarati sulle ripercussioni che la crisi sanitaria ha determinato sulle imprese”, rivela Maurizio Stirpe, “Il Decreto Rilancio, come evidenziato anche nella nostra Audizione, presenta delle criticità sia per la frammentarietà degli interventi che per l’attuazione. Si tratta di procedure molto pesanti che rischiano di compromettere la tempestività delle misure contenute nel provvedimento.

È chiaro che il Decreto Cura Italia e il Decreto Rilancio abbiano fornito una prima risposta all’emergenza. Ma la ripartenza non si annuncia molto rapida, quindi dobbiamo dotarci di una cassetta degli attrezzi adeguata alla sfida che abbiamo davanti”. Il problema rimane quindi la velocità e l’intensità della ripresa. Senza liquidità finanziaria le imprese non riusciranno a decollare. Confindustria sollecita rapidità, e lo ripete il presidente di Piccola IndustriaCarlo Robiglio.

“Sono necessarie scelte immediate, coraggiose e lungimiranti, che possano far arrivare la liquidità alle PMI, prima che sia troppo tardi, e mettere le imprese in condizione di investire” propone Robiglio che ricorda l’importanza delle aziende, “se difendiamo le imprese difendiamo il lavoro e la crescita”. Le indicazioni sono per la politica e per il Governo chiamate a fare presto, per il presidente di Piccola Industria è necessario fare un salto di qualità, di innovazione dei processi burocratici e fiscali, con la riduzione delle tasse e incentivazione di ogni snellimento delle pratiche.

“Bisogna passare dai decreti d’urgenza ad un impianto strategico per rilanciare il Paese, con norme forti per la semplificazione e mitigazione fiscale, per patrimonializzare e favorire gli investimenti, aiutando gli imprenditori a difendere le imprese e il lavoro”, sottolinea infine il presidente di Piccola IndustriaCarlo Robiglio, “Se non si difende il tessuto produttivo e l’occupazione ci si avvia verso un periodo di grande povertà. Migliaia di aziende rischiano di chiudere da qui a settembre”.

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