domenica, 26 Settembre, 2021
Economia

Cna: fondi agli artigiani, è corsa ai prestiti per l’emergenza. Pratiche lunghe e burocrazia fermano le piccole imprese

“Più ombre che luci, invece, sui finanziamenti con garanzia pubblica, anche per quelli inferiori a 25mila euro che avrebbero dovuto caratterizzarsi per l’estrema rapidità della procedura”. Ecco quindi come la Confederazione Nazionale degli Artigiani mette il dito nella piaga di come burocrazia e inciampi frenano una delle misure più attese e utili per la liquidità alle piccole e medie imprese, presentate dal Governo, fondi per buona parte ancora bloccati. La questione che farà discutere e polemizzare, è emersa in un dossier raccolto dalla Cna. I dati mostrano in chiaroscuro i fatti che sono all’esame degli analisti della Confederazione.

“Oltre il 70% delle imprese, ha fatto ricorso ad almeno uno degli strumenti messi in campo dal Governo per fronteggiare le esigenze di liquidità innescate dalla crisi provocata dal virus”. Riferisce la CNa analizzando un campione di circa 7mila imprese di cui l’87% rappresentato da micro imprese (fino a 4 dipendenti). La maggioranza (il 53%) ha presentato domanda per ottenere credito aggiuntivo grazie al potenziamento del Fondo di garanzia previsto da decreto liquidità, il 47,6% del campione ha fatto ricorso alla cosiddetta moratoria e solo poco più del 13% ha attivato lo strumento di rinegoziazione del debito contenuto sempre nel decreto liquidità.

“Le misure varate dal Governo quindi hanno incontrato l’interesse del sistema produttivo”, scrive la Cna, ma con dei limiti che riguardano soprattutto le piccole realtà. Più articolata invece la misurazione dell’efficienza degli strumenti a sostegno delle imprese. Nel complesso ha funzionato la moratoria sui prestiti, anche se il 25% delle domande presentate è ancora in lavorazione e il 30% del campione giudica eccessivi i tempi della procedura. Oltre il 90% considera la pratica semplice e senza oneri eccessivi.
Più ombre che luci, invece, come si temeva sui finanziamenti con garanzia pubblica. A rimanere fermi anche per quelli con cifre inferiori a 25mila euro, che secondo le aspettative, avrebbero dovuto caratterizzarsi per l’estrema rapidità della procedura.

“Le domande accolte sono intorno al 30% e il 65% è ancora in fase di lavorazione da parte degli istituti di credito@, scrive la Cna, “Per i nuovi finanziamenti superiori a 25mila euro solo il 14% ha completato la procedura mentre circa l’80% delle imprese è ancora in attesa. Il 59% considera troppo lunghi i tempi della pratica e per il 43% la documentazione richiesta è eccessiva”.
Scarso interesse invece per la rinegoziazione del debito a causa soprattutto della complessità dell’operazione. “Per il 40% del campione la documentazione richiesta dalle banche è eccessiva”, rivela la Confederazione Nazionale degli Artigiani.

L’indagine, inoltre, mostra alcuni tratti della relazione tra banca e impresa che non hanno funzionato in termini di comprensione delle esigenze o di rapidità, “Difficoltà di approccio sono state riscontrate dal 34% delle imprese per le domande di nuovi finanziamenti, 22,5% per la moratoria e 38% per le operazioni di rinegoziazione”, sottolinea la Cna, “A causa delle restrizioni alla mobilità, il 60% delle pratiche per la moratoria è stato gestito online, il 56% per i nuovi finanziamenti mentre si scende al 37% per la rinegoziazione del debito che necessita di una relazione “più classica”. E ancora una nota negativa emergere per il rapporto tra concessioni rapide e dimensioni di impresa. Più l’impresa è piccola più ci sono intoppi e ritardi.

“I tempi per la gestione delle pratiche sono inversamente proporzionali alla classe dimensionale delle imprese. Tempi più lunghi quando l’impresa è più piccola. Ad esempio”, fa presente la Confederazione Nazionale degli Artigiani, “per la moratoria oltre il 25% delle imprese con meno di 10 addetti è ancora in attesa di risposta, poco più del 10% per quelle con oltre 10 dipendenti. Le micro imprese si sono recate presso le filiali delle banche in misura ben superiore rispetto alle altre: il 22% per la moratoria e il 30% per la rinegoziazione del debito. Un segnale”, torna a ripetere la Cna, “che mostra l’esigenza di valorizzare il ruolo dei Confidi per accompagnare artigiani e micro imprese nella difficile fase di transizione”.

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