lunedì, 23 Novembre, 2020
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Covid-19, servono misure per il Terzo Settore

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In queste lunghe settimane di distanziamento sociale e di isolamento è venuto fuori, in maniera netta, l’enorme contributo che quotidianamente viene fornito dalle associazioni e degli enti del terzo settore alle comunità territoriali di riferimento.

Basta soffermarsi a guardare con maggiore attenzione la realtà che ci circonda: ci sono decine di migliaia di figure professionali impegnate in prima linea nella lotta senza quartiere al coronavirus che prestano la loro opera in maniera del tutto volontaria e senza aspettarsi nulla in cambio.

La continuità di molti servizi, soprattutto di natura assistenziale nei confronti delle fasce di popolazione più fragili, è assicurata dal lavoro incessante di collaboratori e volontari impiegati negli organismi del terzo settore, anche a rischio della propria salute.

Hanno destato unanime approvazione e commozione le immagini della realizzazione in tempi record di un ospedale da campo presso l’area Ente Fiera di Bergamo che ha visto in campo l’Associazione Nazionale Alpini con il personale sanitario del suo G.I.M.C.(Gruppo Intervento Medico Chirurgico) e tantissimi volontari.

Il Terzo settore, dunque, gioca un ruolo fondamentale nel benessere delle comunità, in relazione alla sua essenza di presidio di prossimità e profonda conoscenza del territorio locale in cui opera. Per tale motivo nelle ultime settimane è cresciuta la consapevolezza all’interno del dibattito politico legato alle misure di sostegno di aiutare e sostenere adeguatamente anche da un punto di vista economico – il lavoro di enti ed associazioni.

Si sta lavorando per assicurare un celere sblocco delle risorse provenienti dal 5 per mille per le annualità del 2018 e 2019. In questo contesto una ulteriore misura di semplificazione risulterebbe essere quella della eliminazione della quota di co-finanziamento in capo alle associazioni e agli enti del terzo settore, nel quadro dei finanziamenti pubblici ai progetti.

In tal modo, si darebbe la possibilità di accedere ai finanziamenti anche laddove non via sia la disponibilità di liquidità da parte delle associazioni, considerato il momento emergenziale, permettendo però la continuità dei progetti e, dunque, assicurando anche una continuità dei servizi, a beneficio delle comunità interessate.

Sulla scorta di queste considerazioni il deputato Paolo Lattanzi del Movimento 5 Stelle ha presentato una interrogazione al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, per se sapere intenda valutare l’adozione di iniziative per apportare modifiche ai criteri di emanazione dei bandi destinati a finanziare progettualità di associazioni ed enti del terzo settore, al fine di eliminare la quota di cofinanziamento in capo a tali soggetti per andare incontro a una fase di crisi che rende difficile la loro disponibilità di liquidità e perché, dunque, si eviti il rischio di bloccare ulteriormente l’erogazione di servizi rivolti al sociale a vantaggio della popolazione.

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