venerdì, 19 Luglio, 2024
Attualità

Il Papa: “I cristiani uccisi sono martiri. Preghiamo ancora per la pace”

L’appello contro le aggressioni in Congo: “Finiscano le violenze”

Un invito ai fedeli a non cessare mai di pregare per la pace e la giustizia in ogni angolo del mondo è arrivato ieri dal Papa nel corso dell’Angelus domenicale in Vaticano. L’appello di Francesco, in una Roma particolarmente afosa, è arrivato a seguito delle dolorose notizie di scontri e massacri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Di fronte a questa tragica situazione, Bergoglio si è rivolto alle autorità nazionali e alla comunità internazionale chiedendo un intervento immediato per porre fine alle violenze e salvaguardare la vita dei civili. Il Pontefice ha sottolineato la gravità delle violenze che colpiscono la RDC, ricordando che tra le vittime ci sono molti cristiani uccisi “in odium fidei”, ossia per odio verso la fede. E il Santo Padre ha definito questi martiri come “semi che germogliano e portano frutto”, un esempio di come testimoniare il Vangelo con coraggio e coerenza anche nelle situazioni più difficili. L’intervento di Sua Santità è giunto in un momento in cui la situazione nella RDC è particolarmente critica. Nella parte orientale del Paese, gruppi armati continuano a seminare il terrore tra la popolazione civile, provocando morti, feriti e sfollamenti di massa. Le autorità locali faticano a contenere la violenza, mentre la comunità internazionale è chiamata a intensificare gli sforzi per una soluzione pacifica.

L’appello del Vescovo di Roma non si è fermato alla RDC. Ha esteso la sua preghiera per la pace a diverse altre aree del mondo colpite da conflitti e sofferenze. Ha menzionato esplicitamente l’Ucraina, la Terra Santa, il Sudan, il Myanmar e tutte le regioni in cui la guerra porta dolore e distruzione.

L’omaggio ai donatori di sangue

Al termine dell’Angelus, il Papa Francesco ha rivolto un pensiero di profonda gratitudine ai donatori di sangue, riconoscendo il loro generoso contributo alla società. Francesco ha ricordato che proprio in questi giorni si è celebrata la ‘Giornata nazionale dei donatori di sangue’, un’occasione importante per rendere omaggio a coloro che con il loro gesto altruistico salvano vite ogni giorno.

“Seminare con fiducia il Vangelo”

Durante l’Angelus, il Pontefice ha offerto ai fedeli riuniti in piazza San Pietro un potente messaggio di speranza e fiducia, riflettendo sul Vangelo del giorno che parlava del Regno di Dio attraverso l’immagine del seme. “Il Signore ci dà un esempio: insegna anche a noi a seminare fiduciosamente il Vangelo là dove siamo e poi ad attendere che il seme gettato cresca e porti frutto in noi e negli altri, senza scoraggiarci e senza smettere di sostenerci e aiutarci a vicenda anche là dove, nonostante gli sforzi, ci sembra di non vedere risultati immediati”, ha affermato il Santo Padre che ha quindi spiegato che Gesù spesso usa la similitudine del seme per descrivere il Regno di Dio, invitandoci a riflettere su un atteggiamento fondamentale: l’attesa fiduciosa: “Infatti, nella semina, per quanto il contadino sparga ottima e abbondante semente, e per quanto prepari bene la terra, le piante non spuntano subito: ci vuole tempo. Ci vuole pazienza”.

Il Santo Padre ha sottolineato che, proprio come il contadino deve saper attendere con fiducia dopo aver seminato, tutti devono avere pazienza e fede. Nonostante non si vedano risultati immediati, il miracolo dello sviluppo è già in atto sottoterra, invisibile ai nostri occhi: “È necessario continuare a curare le zolle, annaffiarle e tenerle pulite, nonostante in superficie sembri che non succeda nulla”. Infine il Papa ha invitato i fedeli a non scoraggiarsi e a continuare a sostenersi e aiutarsi a vicenda: “Anche il Regno di Dio è così”, ha detto, ricordando che il processo di crescita spirituale richiede tempo, cura e una fiducia incrollabile nell’opera divina.

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