mercoledì, 24 Luglio, 2024
Economia

Conti pubblici: Unimpresa, garanzie a imprese e famiglie il 14,5% del Pil

Il 'paracadute pubblico', nel 2023, ha superato i 300 miliardi di euro

“Il paracadute pubblico che lo Stato italiano ha garantito alle banche, con le garanzie pubbliche sui prestiti a famiglie e imprese, vale oltre 300 miliardi di euro. Si tratta, nel dettaglio, di 302,3 miliardi che corrispondono al 14,5% del prodotto interno lordo del Paese e che oggi ballano sul bilancio pubblico: una massa di denaro enorme che fa segnare una ormai stabile presenza dello Stato nell’economia, ancorché con strumenti indiretti e meno pervasivi rispetto alle partecipazioni azionarie. Di questi, circa 8 miliardi attengono a interventi europei, altri 123 miliardi a misure emergenziali attuate come risposta alla crisi economica innescata dal Covid, poco più di 37 miliardi sono ‘impegnati’ come fondi vari legati a misure per superare la crisi energetica e altri 133 miliardi a strumenti di garanzia ordinari.”

Garanzie alle Pmi

In termini assoluti, la voce più rilevante è quella corrispondente al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, nell’ambito dei provvedimenti anti-Covid, che vale oltre 98 miliardi, quasi un terzo del totale e pari al 4,7% del Pil. E’ quanto sostiene in un rapporto Unimpresa, che annota: “la crescita dell’esposizione dello Stato, legata agli interventi attraverso garanzie pubbliche varati in piena crisi, ha consentito di assicurare la liquidità e l’accesso al credito da parte delle imprese e ha significativamente mitigato il rischio di insolvenza e fallimenti.”

Ferrara: capire le evoluzioni

“Tuttavia” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanni Ferrara, “occorre capire quale sarà l’evoluzione dei settori economici supportati con gli interventi pubblici e quale sarà l’andamento delle imprese aiutate, in particolare col fondo centrale di garanzia: in assenza di una crescita robusta del nostro Pil, il rischio, infatti, sia da un punto di vista privati sia da un punto di vista pubblico, è di avere perdite di carattere esponenziale”.

Il 2023 in lieve calo sul 2022

Il dato del 2023, 14,5% del Pil, risulta in lieve calo rispetto al 15,9% registrato a fine 2022 e in calo rispetto al picco raggiunto durante la pandemia (16,1% del Pil), ma comunque ancora pari a circa il triplo rispetto al 4,8% di fine 2019. Pandemia e crisi energetica, spiegano gli analisti di Unimpresa, hanno cambiato drasticamente il paradigma della presenza dello Stato nella nostra economia, che, come si evince, non si caratterizza soltanto con la diretta partecipazione di soggetti pubblici nell’azionariato delle imprese, ma anche con varie forme di sostegno indiretto.

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