domenica, 26 Maggio, 2024
Esteri

Erdogan riceve Haniyeh, ira di Netanyahu. Hamas vuole lasciare il Qatar

Lega Araba: comunità internazionale sottomessa a Tel Aviv

In Turchia il Presidente Erdogan ha incontro il capo politico di Hamas, Isail Hanieyh, e hanno discusso soprattutto dei possibili sviluppi della rappresaglia israeliana contro l’Iran in risposta al raid di Teheran di una settimana fa. Hamas, probabilmente, lascerà il Qatar dove sono ospiti dal 2021. Erdogan ha dichiarato: “un giorno Israele pagherà il prezzo dell’oppressione che infligge ai palestinesi”. Mentre l’Iran sostiene di non aver avuto nessun danno dalla rappresaglia israeliana di venerdì; secondo il comandante militare iraniano, Abdolrahim Mousavi, le esplosioni udite in Isfahan sono state prodotte dai colpi dell’antiaerea contro “oggetti sospetti”. Inoltre l’esplosione avvenuta durante la notte di sabato, in una base di unità militari filo-iraniane a Kalso, in Iraq, è il “risultato di un attacco”: lo affermano le Forze di mobilitazione popolare nonostante Israele e Usa abbiano negato ogni coinvolgimento. Nella Striscia di Gaza, invece, a Rafah almeno 10 persone, tra cui sei bambini, sono state uccise durante incursioni di aerei da guerra israeliani che hanno preso di mira una casa appartenente alla famiglia Radwan, nel quartiere Tal Al-Sultan.

Lo stato palestinese

I vertici di Hamas a Istanbul da dove il Presidente Erdogan ha inviato un forte appello a tutti i palestinesi perché restino uniti e ha detto che “senza lo stato palestinese” la crisi in Medio Oriente “continuerà”. Haniyeh ha avuto un lungo colloquio anche con il ministro degli esteri turco, Hakan Fidan, secondo il quale Hamas sarebbe pronta ad accettare la creazione di uno stato palestinese all’interno delle frontiere del 1967, dunque, implicitamente il conseguente riconoscimento dello stato di Israele e rinunciare anche alla lotta armata dopo la creazione dello stato palestinese. Ma sulle trattative c’è uno stallo dichiarato dal Qatar nei giorni scorsi. E Hamas starebbe valutando l’ipotesi di lasciare il Paese. L’Ufficio politico starebbe contattando altri paesi della regione che sondare eventuali disponibilità ad ospitare i leader miliziani. Segnale che, effettivamente, i colloqui di pace sono arrivati ad un punto morto visto che il Qatar, assieme a Stati Uniti e Egitto, è il mediatore di più lungo corso. I leader di Hamas vivono a Doha, la capitale del Qatar, dal 2012, in un accordo sostenuto dagli Stati Uniti. Subito è arrivata la reazione da Israele, il ministro degli Esteri, Israel Katz con un tweet ha fatto eco alle parole del Presidente turco dicendo: “i Fratelli Musulmani: stupri, omicidi, profanazione di cadaveri e bambini bruciati. Erdogan, vergognati!”

Abu Mazen contro gli Usa

L’Autorità Palestinese riconsidererà le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti dopo che Washington ha posto il veto alla richiesta palestinese di adesione a pieno titolo alle Nazioni Unite: lo ha affermato il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen in un’intervista all’agenzia di stampa ufficiale Wafa. “Mentre il mondo è d’accordo – sostiene Abu Mazen – sull’applicazione del diritto internazionale e sostiene la destra palestinese, l’America continua a sostenere l’occupazione, rifiutandosi di costringere Israele a fermare la sua guerra genocida. Fornisce a Israele armi e fondi che uccidono i nostri figli e distruggono le nostre case, e si oppone a noi nei forum internazionali, in posizioni che non servono alla sicurezza e alla stabilità nella regione”. “Gli Stati Uniti – aggiunge – hanno violato tutte le leggi internazionali e abbandonato tutte le promesse riguardanti la soluzione dei due Stati e il raggiungimento della pace nella regione”. Il Presidente del Parlamento della Lega araba, Adel bin Abdul Rahman Al-Asoumi, ha rincarato la dose sottolineando “le vergognose posizioni dei governi occidentali riguardo ai crimini dell’occupazione in Palestina.” “La sensibilità globale a questo tema riafferma un fatto indubbio – ha detto Al-Asoumi nel suo discorso d’introduzione alla terza sessione plenaria del Parlamento arabo che si è svolta presso la sede della Lega degli Stati arabi, al Cairo – e cioè che il raggiungimento della sicurezza e della stabilità nella regione e nel mondo inizia e si conclude con una soluzione giusta e globale alla questione palestinese, con la creazione di uno Stato palestinese indipendente con la città di Gerusalemme come capitale. La sottomissione senza precedenti della comunità internazionale a Israele – ha aggiunto Al-Asoumi – toglie ogni credibilità alla forza della legge e consente alla legge della forza di prevalere, con tutte le ripercussioni catastrofiche che comporta sulla comunità internazionale nel suo insieme.”

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