domenica, 3 Marzo, 2024
Ambiente

Report ‘Mal’Aria di città’: in Italia 18 su 98 città monitorate sono oltre i limiti giornalieri di Pm10

“La lotta allo smog nelle città italiane sembra essere ancora in salita”. A mostrarlo è il report “Mal’Aria di città 2024”, recentemente realizzato dall’associazione Legambiente, che ha analizzato i dati dello scorso anno nei capoluoghi di provincia sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2), in Italia nel 2023 ben diciotto città sulle 98 monitorate hanno superato gli attuali limiti giornalieri di PM10. “Nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023 – segnala Legambiente – le città faticano ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria”.

I giorni di sforamento

In sintesi, 18 città su 98 hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo). Nel 2022 erano state 29 le città fuorilegge e 31 nel 2021. Mal’Aria di città 2024 mostra in testa alla classifica la città di Frosinone (con la centralina di Frosinone Scalo), dove il monitoraggio ha registrato 70 giorni di sforamento, il doppio rispetto ai valori ammessi, seguita da Torino con 66, Treviso con 63 e Mantova, Padova e Venezia con 62. Tra le altre città italiane analizzate dall’associazione ambientalista, figurano Milano, che registra 49 giorni di sforamento e Asti con 47. A chiudere la lista sono Alessandria con 39, Napoli e Ferrara con 36.

Cosa ha suggerito L’OMS

Come sottolineato da Legambiente, nel 2021 l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha aggiornato le linee guida sulla qualità dell’aria, suggerendo nuovi limiti più bassi rispetto a quelli in vigore in Europa. “Ciò si è reso necessario dopo che numerosi studi eseguiti hanno dimostrato come i gravi danni sulla salute non si presentino solo in seguito all’esposizione a livelli elevati di inquinanti – spiega l’associazione – ma anche in caso di concentrazioni minori. Sulla base di queste considerazioni, l’OMS ha raccomandato l’abbassamento della media annuale del particolato fine (PM2.5) a 5 µg/mc, quella del particolato inalabile (PM10) a 15 µg/mc, mentre per il biossido di azoto (NO2) a 10 µg/mc”.

La revisione della Commissione

Nel 2022 la Commissione Europea ha pubblicato una proposta di revisione delle direttive sulla qualità dell’aria che prevede diversi scenari di riduzione delle emissioni, prediligendo un’opzione intermedia. Nel dettaglio, i nuovi limiti prevedono “una riduzione da 40 µg/mc a 20 per il PM10; da 25 µg/mc a 10 per il PM2.5 e da 40 µg/ mc a 20 µg/mc per NO2, entro il 2030. Inoltre, è prevista: l’introduzione di una soglia per la media giornaliera per il PM2.5, fissata a 25 µg/mc da non superare per più di 18 giorni all’anno e di 50 µg/mc per l’NO2, da non superare più di 18 volte per anno civile; l’abbassamento della soglia preesistente per il PM10, che passerebbe da 50 µg/mc a 45 µg/mc per un massimo di 18 superamenti in un anno”.

Le sorti della salute dei cittadini

“A settembre 2023 – precisa Legambiente – il Parlamento europeo ha votato a sostegno dell’iniziativa della Commissione, assumendo una posizione negoziale più stringente a favore di obiettivi perfettamente allineati a quelli OMS. Le ambizioni della legislazione però sono state indebolite dalla posizione negoziale del Consiglio Europeo – spiega l’associazione ambientalista – che ha introdotto una proroga al 1° gennaio 2040 al fine di garantire una maggiore flessibilità agli Stati per attuare la direttiva. Ora la direttiva passa alla fase del Trilogo, in cui Commissione, Parlamento e Consiglio discuteranno, entro il mese di febbraio di questo stesso anno, le sorti della salute dei cittadini europei”. Con l’obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni e per chiedere a gran voce città più vivibili e sicure, Legambiente ha lanciato la campagna itinerante ‘Città2030’. Iniziata lo scorso 8 febbraio la Campagna proseguirà fino al 6 marzo 2024, facendo tappa in 18 capoluoghi per capire quanto manca alle città italiane per essere pronte alle scadenze del 2030.

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