mercoledì, 8 Aprile, 2020
Ambiente

Bonifiche da amianto, Piemonte dimenticato

Quando si ha a che fare con il tema della tutela della salute dei cittadini non vi dovrebbero essere differenze tra le Regioni del Nord e quelle del Sud.

Questo, almeno, in teoria. La prassi quotidiana dimostra che l’uguaglianza è una chimera.

Ciò detto, appare davvero sorprendente quello che sta accadendo in relazione al Piano Nazionale della bonifica da amianto volto ad arginare la diffusione del “mesotelioma”, vale a dire del tumore associato alla inalazione di fibre di amianto.

Il Piemonte, infatti – almeno a detta del deputato Carlo Giacometto – che ha presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa – sarebbe penalizzato rispetto ai territori del Mezzogiorno.

Nell’atto di sindacato ispettivo, in attesa di essere affrontato, si legge che la Regione recrimina la mancata disponibilità di 14,5 milioni di euro, già stanziati dallo Stato ma mai arrivati, necessari per poter proseguire le opere di bonifica dell’amiantifera di Balangero (chiusa nel 1990) che è stata la più grande d’Europa.

Il piano nazionale di bonifica da amianto degli edifici pubblici previsto nel secondo Addendum al piano operativo “Ambiente” (approvato dal Cipe nel 2016 e adottato adesso con un provvedimento dalla Direzione generale competente del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) mostra la regione Piemonte in fondo alla graduatoria riguardo ai fondi assegnati per le bonifiche: solo 1,162 milioni di euro assegnati su 385,6 milioni di euro complessivi.

Gli interventi che rientrano nel piano in questione dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025. I 385 milioni di euro sono stati ripartiti secondo i coefficienti di assegnazione regionale utilizzati per le risorse del Fondo sviluppo e coesione.

In conseguenza di ciò alla Sicilia sono stati assegnati i finanziamenti più corposi: 107 milioni di euro. In seconda posizione figura la Puglia con 74 milioni di euro; segue la Calabria con 43 milioni di euro. In pratica le risorse vengono assegnate principalmente alle regioni del Sud, secondo il criterio previsto dal Fondo sviluppo e coesione e non in funzione delle maggiori o minori criticità legate alla presenza dell’amianto.

Di qui l’interrogazione che per sapere se il titolare del Dicastero “ritenga necessario adottare iniziative per rivedere la ripartizione delle risorse assegnate dal suddetto piano nazionale di bonifica da amianto degli edifici pubblici, al fine di garantire un aumento di risorse per le regioni maggiormente interessate dagli interventi di bonifica da amianto” e si attiverà per consentire l’immediata assegnazione dei 14,5 milioni di euro per il sito di Balangero.

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