lunedì, 15 Aprile, 2024
Geopolitica

Perché l’Ucraina può vincere questo conflitto

Il lento inizio della controffensiva dell’Ucraina ha alimentato cupe previsioni secondo cui la lotta per la libertà di Kyiv si impantanerà in una guerra di logoramento senza fine. Tuttavia, chi ha avuto modo di trascorrere del tempo a parlare con soldati e comandanti ucraini in prima linea, è persuaso che si possa nutrire un ponderato ottimismo.

La forza straordinaria dei militari ucraini sta nel fatto che si tratti di persone comuni che, a seguito dell’aggressione russa, hanno dimostrato un eroismo davvero fuori dal comune.

Questi combattenti, quasi tutti volontari, sono guidati dalla ferma convinzione di trovarsi di fronte ad un bivio: o la Russia genocida distruggerà il loro Paese insieme al futuro dei loro figli, oppure le forze ucraine riusciranno a respingere gli invasori russi.

Il livello di impegno delle truppe in prima linea è sorprendente. La fermezza di questo popolo consentirà a Kyiv di vincere questa guerra.

 Viaggiando per circa 11 ore in auto dalla città portuale di Odesa sul Mar Nero, lungo il fiume Dnipro, si giunge fino alla regione di Zaporizhzhia, nell’Ucraina orientale. È qui che attualmente si trova rischierato il 74° Battaglione della 102a Brigata. Poco più avanti, a circa nove chilometri e mezzo, c’è la cosiddetta “linea zero”, come viene definita la linea di divisione tra il territorio sotto controllo ucraino e la parte occupata dai russi.

Nella regione di Zaporizhzhia si trovano le principali linee del fronte, dove l’Ucraina si sta lentamente spingendo in avanti per raggiungere il Mar d’Azov e tagliare le linee di rifornimento alle forze di occupazione russe nell’Ucraina meridionale e in Crimea.

Il 74esimo Battaglione sta ripulendo e proteggendo i villaggi e i terreni agricoli delle aree tornate sotto il controllo dell’Ucraina. Qui, i terreni agricoli rurali, in estate sono in gran parte ricoperti da splendidi girasoli alti un metro e mezzo. Lungo le strette strade sconnesse, che serpeggiavano attraverso i villaggi, si possono vedere le case con tetti spioventi semidistrutte dai razzi russi.

Le truppe ucraine che prestano servizio qui sono formate da combattenti esperti che hanno combattuto principalmente in prima linea negli ultimi 15 mesi. Queste unità stanno facendo importanti progressi nello sminamento e per aprire un varco utile allo sfondamento delle linee nemiche, quando arriveranno le nuove attrezzature fornite dall’occidente.

Tuttavia, questa attività richiede tempo, per poter essere condotta in modo accurato. Purtroppo, come confermano gli esperti militari, l’Ucraina è attualmente il Paese più minato al mondo. I russi hanno disseminato l’area sotto il loro controllo con tantissime mine, scavando anche file di trincee fortificate per poter contrastare la controffensiva di Kyiv.

Con ogni probabilità, le truppe in prima linea nella regione puntano ad avanzare gradualmente per una cinquantina di chilometri, in direzione sud, possibilmente fino alla città di Tokmak. Da lì, il fuoco ucraino potrà controllare la principale strada costiera e la linea ferroviaria che collegano la Russia all’Ucraina meridionale occupata e alla penisola di Crimea.

Questi collegamenti sono noti come “ponte terrestre”, fondamentale per rifornire le truppe di occupazione. Ecco perché, con ogni probabilità, gli ucraini – successivamente – punteranno ad avanzare di ulteriori 50 chilometri, verso il Mar d’Azov. In questo modo il ponte terrestre verrebbe eliminato.

Contemporaneamente, Kyiv persegue la strategia di distruggere i depositi russi di armi e gli altri centri logistici dietro le linee nemiche. Sarà importante, per interrompere le linee di rifornimento russe, anche eliminare il ponte che collega il territorio russo attraverso lo stretto di Kerch alla Crimea. Kyiv ha recentemente danneggiato una campata del ponte Kerch con droni marini.

È un dato di fatto che, senza rifornimenti, l’esercito russo non sarebbe in grado di continuare a controllare il sud dell’Ucraina e la Crimea. Potrebbero resistere al massimo due o tre mesi, salvo poi essere costretti a ritirarsi. A questo scopo, le forze ucraine stanno prendendo di mira anche i ponti più piccoli nelle città di Henichesk e Chonhar che sono già nel loro raggio di tiro e collegano il territorio occupato dalla Russia con la Crimea.

Se l’Ucraina disponesse dei razzi americani ATACMS, che hanno una gittata di 300 km, potrebbe distruggere il ponte di Kerch e numerosi altri obiettivi in qualsiasi momento. I media statunitensi ne parlano da giorni, gli USA stanno seriamente considerando l’ipotesi di fornire a Kyiv questi missili, che l’azienda che li produttrice  – la Lockheed-Martin – descrive come “missili guidati a lungo raggio che offrono ai comandanti operativi la potenza di fuoco immediata per vincere battaglie in profondità”. Di sicuro, questa tipologia di armamenti ha una potenza mai vista per lo scenario bellico ucraino e può, molto probabilmente, cambiare le sorti della guerra. Anche la consegna dei velivoli F-16, rappresenterà un ulteriore punto di svolta.

Un uso equilibrato permetterà all’Ucraina di avere sia una copertura aerea difensiva che di assicurare una maggiore incisività alla sua controffensiva per liberare i territori occupati.

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