martedì, 23 Luglio, 2024
Società

Pc e cellulari, il boom che ha cambiato la società

Confcommercio: vendite cresciute del +5.339%. Nuove abitudini in famiglia

Una cavalcata che segna una svolta non solo commerciale ma negli usi e costumi dei cittadini e famiglie. Lo rivela la Confcommercio che segnala come siano i telefoni cellulari e a seguire i Pc e in generale i prodotti multimediali, i grandi protagonisti del cambiamento delle abitudini negli acquisti che hanno caratterizzato le famiglie italiane negli ultimi trent’anni.

Pc e cellulari, boom clamoroso

L’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione è dettagliata: “dal 1995 al 2023 la spesa pro capite per i computer e i prodotti affini è aumentata del 786%, ma il vero “boom” riguarda proprio il settore dei cellulari con un incremento di spesa “clamoroso” che dal 2007 è passato da +696,7% a +5.339%”.

Il picco del tempo libero

Inoltre in forte crescita, annota la Confederazione, all’interno del comparto del tempo libero, anche i servizi ricreativi e culturali (+93%); in calo i pasti in casa (-11,2%), mobili ed elettrodomestici (-5,1%) e il consumo di elettricità e gas (-12,2%), anche in virtù della riduzione degli sprechi e delle politiche di risparmio energetico; per quanto riguarda i consumi complessivi, nel 2022 – con 20.810 euro pro capite – la spesa delle famiglie è ancora inferiore ai livelli del 2019 (20.914 euro) e nel 2024 non saranno recuperati i livelli di picco del 2007 (21.365 euro contro i 21.569 euro).

Vacanze verso la normalità

“Il 2023, tuttavia”, spiega la Confcommercio, “si può definire come l’anno del ritorno alla normalità grazie soprattutto al consistente contributo della filiera turistica che, rispetto all’anno scorso, registra aumenti consistenti per viaggi, vacanze e alberghi (+23,6%), servizi ricreativi e culturali (+9,7%), bar e ristoranti (+8%). In attesa della ripresa della manifattura esportatrice, sono questi i pilastri del terziario di mercato da cui può derivare una maggiore crescita economica auspicabilmente sostenuta anche da riforme e investimenti del Piano nazionale di ripresa”.

Economia tra alti e bassi

Commentando l’analisi dell’Ufficio Studi sui consumi degli italiani dal 1995 al 2023, il presidente di Confcommercio ha osservato “La crescita dei servizi e del turismo potrebbero riportare quest’anno i consumi ad un livello di normalità. Consumi peraltro che valgono il 60% del Pil”. “L’economia però”, osserva Sangalli, “è in fase di rallentamento e alcuni nodi sono ancora irrisolti. Mancano infatti all’appello un piano di rilancio del Sud, la piena realizzazione di riforme e investimenti del Pnrr e una profonda riforma fiscale in tempi rapidi”.

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