giovedì, 20 Febbraio, 2020
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Agroalimentare: l’olio italiano trionfo per l’olfatto e il palato

Un trionfo per l’olfatto e per il palato. Si sono conclusi con l’assaggio degli olii vincitori del concorso Sol d’Oro, gli Evoo Days a VeronaFiere. Ai partecipanti al forum viene riservata una degustazione, l’unica prima di Sol&Agrifood in calendario dal 19 al 22 aprile. Ben 10 i paesi partecipanti e oltre 310 campioni, in crescita rispetto al 2019. Tre le categorie in concorso: Extravergini, Monovarietali e Biologici. Concorso stravinto anche in questa edizione da prodotti italiani.

Nella seconda giornata spazio alle normative per l’etichettatura fuori dall’Unione Europea, per chi voglia esportare nei Paesi arabi e in Cina, con i consigli di uno dei maggiori esperti in fatto di etichette, Luigi Mancini, ma anche ai controlli svolti dall’ICQRF su tutta la filiera oleicola, sui frantoiani e sui commercianti.

“È stato molto apprezzato il dibattito sulla tipologia dei controlli – ha sottolineato Simone De Nicola ispettore del ICQRF, organo di controllo del Ministero delle Politiche Agricole – su come vengono preventivamente analizzati e qual è la valenza dei controlli con il registro telematico. Ricordo che siamo gli unici in Europa ad averlo. Abbiamo anche illustrato quali sono gli strumenti e le altre fonti di informazione per contrastare le frodi maggiormente applicate in Italia. Spesso viene identificata una categoria rispetto ad un’altra o mancanza dell’obbligatorietà delle indicazioni previste dalla norma”.

Un appuntamento tecnico, gli Evoo Days, che ha confermato l’ottima formula, rendendo piacevoli degli argomenti solo apparentemente difficili. Un momento di crescita per tutti, lo ha definito il giornalista enogastronomico Maurizio Pescari: “Abbiamo fatto sì che i nemici non fossero più tali, che l’etichetta fosse un’opportunità, non un rischio. Quando uno pensa all’etichettatura si preoccupa della correttezza di quanto scrive.

Senza pensare all’opportunità. L’etichetta è la carta d’identità completa di un prodotto, ma anche dell’azienda stessa rispetto al suo posizionamento. L’avere affrontato questi elementi anche in maniera divertente e non intimidatoria – ha concluso Pescari – compreso il rapporto con la repressione delle frodi, ha fatto si’ che si creasse un coinvolgimento tale da dimostrare il successo costruttivo di questa formula. Sono convinto che tutti i partecipanti anche in questo secondo giorno abbiano imparato qualcosa in più”. Ma cosa serve produrre un olio di eccellenza se non si è in grado di proporlo nel giusto modo? L’esperto, Giuliano Trenti, di Neurexplore, ha dato degli ottimi consigli ai partecipanti per gestire professionalmente la vendita diretta in azienda, tenuto conto di come i consumatori si stiano evolvendo.

“Fare un prodotto d’eccellenza non basta più – ha dichiarato – Bisogna saperlo vendere, potenziare la capacità delle persone di raccontarne il valore per aumentare la possibilità di vendita.

Sembra una banalità – ha aggiunto – ma in tantissimi casi chi lavora si concentra sulla qualità del prodotto e molto meno sugli aspetti materiali sulla vendita e dell’assaggio, perdendo opportunità. Io cerco di dare dei suggerimenti utili, anche tenendo conto che il cliente medio non cerca più un prodotto per nutrirsi, ma è in cerca di emozioni e di sfumature nuove. Prodotti segreti e caratteristiche che amano scoprire”. (Italpress)

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