domenica, 14 Agosto, 2022
Società

Cattivi pagatori e Banche, una sentenza dà una mano ai cittadini

Su cattivi pagatori e segnalazioni alla Crif non sempre hanno ragione le banche. Così Confconsumatori rilancia una sfida a sostegno dei malcapitati cittadini che hanno in corso dispute con gli istituti credito, mettendo in evidenza una sentenza del tribunale di Grosseto. “Nuove segnalazioni sono arrivate da parte delle banche riguardo al tema dei cattivi pagatori”, scrive la Confederazione, “e già lo scorso anno Confconsumatori aveva segnalato una importante pronuncia cautelare del Tribunale di Grosseto.

Lo stesso Tribunale di Grosseto, in composizione collegiale sulla procedura di reclamo proposta da un’importante Banca, ha ribadito alcuni concetti chiave, la cui violazione da diritto al debitore a essere cancellato dalla lista dei cattivi pagatori”.

Infatti per il  collegio del Tribunale grossetano le banche, in merito a le comunicazioni

deve tenere nel corso del rapporto contrattuale, quindi deve astenersi dal comunicare la sofferenza se non ha prima costituito in mors ed avvisato il debitore delle conseguenze in casi di mancato pagamento del debito “La banca non solo deve inviare la comunicazione ma deve accertarsi che la stessa sia stata ricevuta del debitore”, scrive Confconsumatori, “Parimenti per il collegio del Tribunale, la banca deve provare prima m di effettuare la segnalazione, di adempiere all’obbligo sostanziale di valutazione della sofferenza ovvero svolgere adeguata istruttoria che poi non può svolgere dopo la contestazione dell’interessato, sulla possibilità o meno del debitore di restituire il debito quindi se il debitore ha reddito o patrimonio sufficiente per rimborsare la somma”. Ecco quindi che per Confconsumatori i cittadini hanno ora un alleato in più, sempre ammesso, che le banche non prendano altre contromisure.

“Visto il dilagare del fenomeno delle sofferenze segnalate in Banca d’Italia da parte delle Banche e società cessionarie dei crediti, è bene ricordare che il consumatore e in generale tutti i debitori hanno una tutela rapida attraverso il ricorso cautelare ed urgente al Tribunale giacché la giurisprudenza ormai consolidata ritiene il danno difficilmente riparabile se non con una rapidissima pronuncia del Tribunale”.

La sede grossetana di Confconsumatori sta già valutando e trattando altri casi simili a questo e pertanto gli interessati possono rivolgersi per la necessaria informativa ed assistenza in Via della Prefettura 3, telefonando al numero 0564417849 oppure via mail a grosseto@confconsumatori.it.

Come ricordano le banche e la Confederazione dei consumatori il fenomeno dei mancati pagamenti è in crescita. Tanto che sempre più persone per diversi motivi economici incappano in segnalazioni che poi significa un doloroso percorso di emarginazione economica. Tra le domande più frequenti ad Assoutenti c’è per l’appunto: “Quanto dura la segnalazione come cattivo pagatore? Che cosa bisogna fare per ottenere la cancellazione?”. A rispondere sono i volontari e analisti di Assoutenti.

“Se in seguito a una o più rate pagate in ritardo hai ricevuto da un sistema di informazione creditizia (SIC) la lettera che ti informa di essere stato segnalato come cattivo pagatore, probabilmente ti stai ponendo queste e altre domande. E’ qualcosa che non capita tutti i giorni ed è normale che tu non sappia quali sono precisamente i tuoi diritti come debitore”, scrive l’Associazione degli utenti, “In queste situazioni è importante fare molta attenzione e informarsi correttamente, anche perchè possono verificarsi autentiche truffe da parte di agenzie che dietro promessa di cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori chiedono denaro per poi non cancellare assolutamente nulla”.

Ma come funziona il Sistema di informazione creditizia?

“Una volta conosciuti come “centrali rischi private”, i SIC – Sistemi di Informazione Creditizia”, illustra Assoutenti, “vengono definiti dal sito della Banca d’Italia come “le banche dati private consultate da banche e finanziarie per verificare affidabilità e puntualità nei pagamenti e servono per valutare l’opportunità di concedere credito al consumo, prestiti e finanziamenti in qualsiasi forma tecnica”.

I SIC dunque sono banche dati contenenti informazioni circa le situazioni debitorie.

In Italia i SIC attivi sono Crif, Experian, Consorzio Tutela Credito, e Assilea.

I Sistemi di Informazione Creditizia registrano informazioni creditizie sia di tipo positivo sia di tipo negativo. “Dopo 2 o più rate non pagate o pagate in ritardo, si è segnalati  come ‘cattivi pagatori’ e si può essere segnalati anche nel caso in cui si faccia da garante per qualcuno.

I dati positivi, ovvero quelli che riguardano i prestiti richiesti, quelli concessi e quelli per i quali i pagamenti sono regolari, possono essere conservati per 36 mesi dalla data di cessazione del rapporto o di scadenza contrattuale o dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tali date”.

Per quanto riguarda i dati negativi, la cancellazione avviene in automatico e, sottolinea Assoutenti, “mai prima dei termini, neanche rivolgendoci a chi lo promette in cambio denaro. Molto spesso Assoutenti risponde ai consumatori utenti che sono stati vittime di questo tipo di truffa. Bisogna diffidare da chi fa questo genere di promesse e da chi chiede denaro in cambio di visura o cancellazione dalla banca dati”. I tempi di regolarizzazione e i relativi dati, possono essere conservati – secondo dell’entità del ritardo -, per 12 o 24 mesi dalla regolarizzazione stessa.

“E’ possibile sapere se si è iscritti in queste banche dati attraverso la Visura”, ricorda Assoutenti, “la visura è gratuita e si può richiedere compilando un modulo che si trova nei siti delle banche dati”.

Se dalla visura si apprende che, trascorsi i termini si è ancora iscritti e che sussistono i presupposti per la cancellazione, ci si può rivolgere ad Assoutenti che farà da tramite per richiedere la cancellazione.

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