lunedì, 15 Aprile, 2024
Manica Larga

Londra, città senza figli… e senza scuole

Huw Pill, capo economista della Banca d’Inghilterra, ha detto in un podcast della Columbia Law School che i britannici sono diventati più poveri. Così se da un lato la gente scende in piazza, dall’altro le giovani coppie inglesi, come quelle italiane, hanno smesso di far figli. Scrivendo dell’incontro avvenuto in settimana tra il Primo Ministro inglese, Rishi Sunak, e quello italiano, Giorgia Meloni, il giornalista dello Spectator Nicholas Farrell ricorda che seppur migliore di quello italiano fermo all’1,4, il tasso di natalità inglese è all’1,6, quindi lontano dal tasso di sostituzione di 2. Nel caso invece riescano a metter su famiglia, sono costrette ad andar via per far fronte al caro vita.

A Londra la questione si è fatta seria: diverse e storiche scuole elementari hanno dovuto chiudere. E altre seguiranno. Secondo il London Councils, l’associazione interpartitica che rappresenta i 32 consigli distrettuali di Londra e la City di Londra, le cause sono principalmente tre: denatalità, pandemia e Brexit. Tutti fattori che hanno avuto un impatto sulla geografia infantile locale.

Insomma, non di bassa qualità si tratta. Semplicemente non ci sono “abbastanza bambini per riempirle”, spiega sul Guardian l’editorialista economico Aditya Chakrabortty. Ed “è una storia enorme”, prosegue, perché riguarda il “futuro stesso delle nostre grandi città”. “I bambini”, infatti, “sono ciò che Kathy Evans dell’organizzazione benefica Children England chiama ‘una specie indicatrice'”. Ovvero, “finché una città o un paese ha un buon e grande mix di bambini, sai che andrà bene”.

Tuttavia, siamo di fronte a un tema di portata più generale che riguarda le società occidentali. Mentre le Nazioni Unite confermano che l’India diventerà il paese più popoloso al mondo superando la Cina, le società occidentali devono fare i conti, ieri come oggi, con l’invecchiamento della popolazione. Scriveva infatti già nel 1907 su The American Journal of Sociology il professor Edward A. Ross, dell’Università del Wisconsin: “Anche se la popolazione europea è passata da 187 milioni a 400 milioni durante il diciannovesimo secolo, gli ultimi trentanni hanno mostrato un costante declino dei tassi di nascita”. Alcuni individuavano il problema nell’emancipazione femminile; altri nel rinvio del matrimonio come rito di passaggio all’età adulta. Per Ross bisognava guardare dentro la “civilizzazione dei nostri tempi”. Insomma, una questione di modello sociale.

Ecco, se il futuro di una società si costruisce nelle scuole, e queste chiudono per mancanza di bambini, qual è il modello sociale che le nostre società stanno immaginando per sé stesse?

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