lunedì, 30 Marzo, 2020
Politica

Don Sturzo modello di impegno politico

«C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune». Per quanto di strettissima attualità, questo brano è opera di un grande politico e statista del passato, don Luigi Sturzo di cui abbiamo appena celebrato il 101esimo anniversario del cosiddetto “Appello ai liberi e forti” carta istitutiva Partito Popolare Italiano.

In un clima di confusione e di perdita dei riferimenti ideali qual è quello che stiamo vivendo adesso, il pensiero di don Luigi Sturzo e il Magistero sociale della Chiesa e dei Pontefici possono costituire un valido impulso a rimboccarsi le maniche per tante persone finora rimaste alla finestra a guardare. Ne è convinto anche il prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, cardinale Giovanni Angelo Becciu, che ha chiuso l’Anno Sturziano a Caltagirone, indicando don Luigi Sturzo come esempio capace di “stimolare i credenti e tutti gli uomini di buona volontà a porsi generosamente al servizio della collettività, con una speciale attenzione alle fasce più disagiate, favorendone anche il progresso spirituale”.

Per il porporato questa “possente figura di prete e di statista” è in grado di incoraggiare “a coltivare quei valori umani e cristiani che formano il ricco e irrinunciabile patrimonio ideale dell’Europa”. “Esso – ha aggiunto nel corso dell’omelia in Cattedrale – ha dato vita a una civiltà che nel corso dei secoli ha favorito il sorgere di società autenticamente democratiche. Senza fondamenti etici la democrazia rischia di deteriorarsi nel tempo e persino di scomparire”.

La testimonianza di fede e l’insegnamento socio – politico di don Luigi “sono un mirabile patrimonio dell’Italia” che “richiede di essere sempre più recepito, custodito, meditato e testimoniato. La sua persona e il suo messaggio, ancora attuale – ha aggiunto – hanno varcato le frontiere della nostra Nazione e sono diventati fonte di ispirazione per quanti, nei diversi Paesi specialmente europei, sentono l’urgenza di dare nuovo impulso all’animazione cristiana delle realtà temporali”.

Le espressioni adoperate dal cardinale Becciu assumono una valenza particolare, specie in questo momento in cui è in atto il tentativo da parte di trentasei realtà associative di fare sintesi per arrivare ad una riunificazione delle forze e dei soggetti democratici cristiani; e ciò per dare un contributo ad un ritorno della centralità della politica come luogo di elaborazione e confronto tra agenti diversi, pronti ad un confronto, anche molto serrato, ma teso sempre e solo al raggiungimento del bene comune.

Il prefetto della Congregazione delle Cause dei santi ha auspicato che “le varie iniziative intraprese per approfondirne il profilo umano e spirituale possano ispirare propositi e azioni, facendo nostra la sua solerzia spirituale: diventare santi, uniti come i tralci alla vite che è Cristo nel grembo materno della Chiesa”.

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