domenica, 14 Aprile, 2024
Energia

Carburanti. Multe per chi non espone il prezzo medio. Assopetroli: schiaffo alle imprese. Nuovi scioperi?

Via libera della Camera al decreto che passa ora all'esame del Senato. Benzinai sul piede di guerra

I più critici sono i petrolieri di Assopetroli e Assoenergia che parlando di “schiaffo” del Governo. La Confcommercio sottolinea l’insussistenza di “pratiche speculative”. Mentre Figisc-Anisa esprime il “più vivo disappunto”. Tutti prevedono iniziative di protesta.

Tornano protagoniste polemiche e dubbi contro il via libera della Camera al decreto legge sulle norme e “trasparenza” dei prezzi dei carburanti.

Un ok che fa scattare sanzioni e il rafforzamento dei controlli del Garante per la sorveglianza dei costi praticati dai distributori. Al voto i parlamentari favorevoli sono stati 155, i contrari 103, tre gli astenuti. Il testo, che va convertito entro il prossimo 15 marzo, passa ora all’esame del Senato. Una decisione che prende di sorpresa le Associazioni che avevano ottenuto dal Governo l’impegno di: “un completo riordino del settore”.

Decreto tra controlli e dubbi

Le stazioni di servizio su strade e autostrade sono ora tenute ad esporre i cartelloni con la media dei prezzi di riferimento accanto ai prezzi praticati. La misura avversata con trattative rotte e uno sciopero di due giorni poi ridotto ad uno, era stata accolta con perplessità anche da parte di Forza Italia. Uno spiraglio di intesa era stato ricucito con la decisione del Governo di ammorbidire le sanzioni, realizzare un tavolo tecnico di confronto, e la promessa alle imprese di trovare una soluzione alle loro richieste. Le associazioni citano l’affermazione del ministro Urso in merito al confronto che doveva proseguire, “in maniera continuativa fino a quando non verrà operato un completo riordino del settore”.

Il voto alla Camera e il via libera al decreto hanno, invece, riacceso le tensioni. La norma impone l’esposizione presso gli impianti di distribuzione sulla rete non autostradale, il prezzo medio regionale e, presso quelli autostradali, il prezzo medio nazionale praticato sulla rete.
Valori che sono calcolati dal Ministero delle Imprese e del Made In Italy sulla base delle comunicazioni ricevute da tutti gli esercenti.
Per facilitare gli automobilisti quelli più tecnologici sarà disponibile anche utilizzare un’app per la consultazione dei prezzi.
L’applicazione sarà realizzata con un investimento pubblico da 500mila euro per il 2023 e 100mila euro l’anno prossimo 2024.

I petrolieri delusi all’attacco

“La notizia che il Governo tiri dritto sul decreto carburanti è la dimostrazione di un decisionismo ostinato che va oltre il merito della questione che, a questo punto, sembra contare poco o nulla”, osservano i vertici di Assopetroli Assoenergia, “È in atto una strumentalizzazione politica che porta a imporre con la forza una soluzione finta ad un’emergenza altrettanto finta, quella del caro benzina. Una strumentalizzazione giocata come sempre sulla pelle delle imprese, vittime incolpevoli di quello che appare un regolamento di conti dentro la maggioranza”. Il dissenso dei petrolieri è totale.

“A nulla è valso il ciclo di audizioni in Commissione parlamentare”, contestano Assopetroli Assoenergia, “a nulla il coro di critiche fondate, in particolare sul totem del prezzo medio. Inascoltato perfino il Presidente Agcm Rustichelli che ha bollato la misura simbolo del Decreto come inutile e dannosa per la concorrenza. Nessun ripensamento nemmeno sul corollario di sanzioni draconiane per gli esercenti, a fronte di violazioni bagatellari sull’obbligo di comunicazione all’Osservaprezzi, che nulla hanno a che fare con la presenta speculazione. Inutili pure tutti gli emendamenti migliorativi del provvedimento”.

La stoccata all’Esecutivo

Le Associazioni dei petrolieri attaccano sulle promesse fatte e non mantenute dal Governo. “Contro tutto e tutti il Governo tira dritto smentendo gli auspici e perfino le promesse fatte nei tavoli di confronto con sindacati e rappresentanze. Non certo un buon viatico per la collaborazione leale e costruttiva con le imprese che dovrebbe portare alla riforma organica del settore a cui il Governo si dice interessato”. Multe per i prezzi non esposti.

Malgrado corrette al ribasso, le multe sono comprese tra i 200 e i 2mila euro per la violazione degli obblighi di esposizione o aggiornamento settimanale dei prezzi e una griglia di giornate di sospensione dell’attività. Con il provvedimento arriva anche il rafforzamento dei poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi (il cosiddetto ‘Mister Prezzi’), chiarimenti fiscali sui bonus benzina e sulla emanazione dei decreti-accise e il rinnovo per il 2023 del bonus trasporti per le persone fisiche (scende il reddito annuale richiesto dai 35mila del 2021 ai 20mila del 2020).

Il Garante per la sorveglianza dei prezzi dovrà redigere una relazione trimestrale sui prezzi per verificare e prevenire comportamenti scorretti e disporrà la convocazione della Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, istituita dal Dl stesso.

Nessuna speculazione

“Le rilevazioni sistematiche sui prezzi medi dei carburanti operate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica hanno chiarito l’insussistenza di pratiche speculative da parte dei rivenditori all’origine dell’incremento dei prezzi dei carburanti, sperimentato ad inizio d’anno”, commenta Luigi Taranto, segretario generale di Confcommercio, “Per effetto della progressiva riduzione degli sconti sulle accise si poteva infatti prospettare, nel passaggio d’anno, un incremento del prezzo di benzina e gasolio leggermente superiore a 18 centesimi di euro per litro. I prezzi medi alla pompa diffusi dal Mase”, osserva ancora la Confederazione, “nella prima settimana del 2023, hanno, invece, segnalato incrementi nell’ordine di 16 centesimi di euro per litro, rispetto alla settimana precedente. Al netto della tassazione, il prezzo medio dei carburanti si è quindi ridotto, in una settimana, di circa il 2%”.

Carico fiscale da rivedere

Uno dei temi sollevati dai benzinai è l’eccessivo peso delle accise che gravano sul costo finale dei carburanti. Questione sulla quale le Associazioni di categoria non mollano e chiedono che il Governo riequilibri le somme verso le imprese.

“Va affrontato”, evidenzia il segretario generale di Confcommercio, “il problema di lungo corso del carico fiscale gravante sui carburanti. Come è stato evidenziato dall’Osservatorio della Commissione Europea sui prezzi dei carburanti, il contributo del prelievo fiscale sul prezzo del gasolio in Italia è il più alto tra i Paesi dell’Unione, mentre quello sul prezzo della benzina è superato soltanto dal dato della Finlandia.
Così se i prezzi al netto della tassazione di entrambi i prodotti sono, in Italia, inferiori ai valori medi europei, dopo la tassazione essi superano tali valori medi”.

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