giovedì, 9 Febbraio, 2023
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Finanza sostenibile nuovo orizzonte di investimenti

Investire in modo sostenibile. È questa la nuova tendenza che sta guidando le scelte di investimento a livello globale e i numeri lo confermano. L’ultimo rapporto annuale Morningstar registra un patrimonio dei “fondi sostenibili” da 11mila miliardi di euro. Con un incremento dei flussi finanziari verso i fondi ESG (Environmental, social and corporate governance) dai 126 miliardi del 2019 ai 233 miliardi del 2020.

L’Ue non solo ha approvato il Green Deal, puntando a raggiungere la “carbon neutrality” per il 2050, ma il programma Next Generation Eu da 750 miliardi per il rilancio dell’economia dopo la pandemia prevede che i piani nazionali dedichino almeno il 37% dei fondi alla transizione green. Anche negli Stati Uniti, una delle prime decisioni del presidente Joe Biden è stata quella di rientrare negli accordi di Parigi, approvando un ambizioso Green New Deal.

L’ESMA e la tabella di marcia europea sulla finanza sostenibile

L’ESMA è un organismo dell’Unione europea il cui obiettivo è quello di contribuire a salvaguardare la stabilità del sistema finanziario al quale partecipano tutte le autorità di vigilanza bancaria dell’Unione europea e, nel 2022, ha pubblicato la sua nuova tabella di marcia della finanza sostenibile per il periodo 2022-2024, le cui aree di attività prioritarie comprendono obblighi di trasparenza, vulnerabilità e rischi causati dal greenwashing, la tassonomia dell’UE e la convergenza delle pratiche di vigilanza delle National Competent Authorities (NCAs). La tabella di marcia è destinata a essere un documento vivo, soggetto a una continua revisione tale da garantire che rimanga pertinente alla luce della rapida evoluzione dei mercati ESG. Se ne parlerà al Forum Sostenibilità, organizzato da Wolters Kluwer e ANDAF, che si è tenuto il 17 novembre a Milano e in live streaming.

Il Greenwhashing: pericolo da evitare

La crescente domanda di investimenti ESG pur essendo un passo fondamentale verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo abbinata alla complessità della regolamentazione comporta il rischio che le stesse istituzioni finanziarie possono causare ingannevoli aspettative per i clienti e gli investitori in merito alle caratteristiche (in)sostenibili dei loro prodotti e servizi finanziari.

Serena Ross, presidente di ESMA, ha recentemente dichiarato: “Portare avanti una agenda della sostenibilità è fondamentale per ESMA, in particolare in quanto le preferenze degli investitori si stanno spostano verso prodotti finanziari attenti all’ambiente e l’Unione europea si sta sforzando di rispettare i suoi impegni nella lotta contro i cambiamenti climatici. La tabella di marcia è una pietra miliare per il nostro lavoro riservato alla finanza sostenibile, in quanto consente di identificare le attività prioritarie che svolgeremo per garantire che le autorità nazionali di vigilanza intraprendano azioni ambiziose sulle questioni di finanza sostenibile”.

Le PMI non stanno a guardare

Secondo la ricerca “PMI italiane e transizione ecologica: profili ESG e finanza sostenibile” condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile, in collaborazione con Cerved Group e Cerved Rating Agency, per oltre il 45% delle PMI la sostenibilità riveste un ruolo “importantissimo” o “molto importante” in azienda, guidando le scelte strategiche e di investimento, anche se ci sono forti spazi di miglioramento: circa il 40% delle imprese intervistate non sa stimare l’entità della propria esposizione ai rischi climatici e solo il 17% si è rivolto alle banche per finanziamenti legati a progetti di sostenibilità.

C’è molto da fare, ma molto si sta facendo.

Accorgersene in tempo consentirà di partecipare al cambiamento e, allo stesso tempo, di generarlo.

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