sabato, 16 Ottobre, 2021
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Incidenti stradali, alcool, velocità e cellulari fanno strage. In un anno 3.500 decessi, tante le giovani vittime

Non si arresta la conta delle stragi del sabato sera. Quella dei lenzuoli bianchi distesi sui corpi di giovani senza vita dopo la serata di festa, ed essersi lanciati in auto verso il ritorno a casa. Vittime di eccessi di velocità, dell’alcool, di distrazioni banali e della stanchezza. Lo scorso anno gli incidenti stradali, che coinvolgono molti ciclisti e motociclista, sono stati 172.334 con 3.325 morti e 242.721 feriti. Numeri che il 2019 confermerà con il rischio di un aumento di incedenti e decessi, solo tra ottobre e novembre di questo anno, secondo l’Osservatorio ASAPS (L’Associazione dei sostenitori amici polizia stradale) ci sono stato 79 incidenti gravi, 35 al nord, 20 al centro e 24 al sud nei quali sono morti 50 ragazzi e 166 sono rimasti gravemente feriti. I primi due fine settimana di dicembre hanno confermato una situazione di rischio elevato, con numerosi morti e feriti, tra incidenti del sabato sera e quelli che hanno per vittime i ciclisti travolti da auto dove alla cui guida c’erano persone o decedute nello schianto

o finite agli arresti per omicidio stradale. Una situazione di estremo pericolo confermata dalle statistiche che durerà per l’intero arco delle festività. Molte le cause delle stragi che sono da collegare principalmente alla velocità, alle distrazioni, all’abuso di alcol o alla assunzione di sostanze stupefacenti. “L’allentamento dei controlli, con la carestia segnalata più volte degli etilometri”, fa presente l’Associazione dei sostenitori amici polizia strada, “solo ora in lenta ripresa e qui va riconosciuto lo sforzo fatto dal Ministero dei Trasporti con più banchi di prova per la revisione annuale e disponibilità di maggior personale dedicato alle suddette attività, la carenza sempre più pronunciata di pattuglie soprattutto lungo le strade statali e provinciali cioè proprio quelle col più elevato tasso di mortalità, e l’ormai assoluta latitanza di campagne contro l’abuso di alcol e l’uso di droghe alla guida, completano il quadro motivazionale di questa situazione alla quale si è aggiunto l’uso ormai indiscriminato dei cellulari alla guida sia in fonia e ancor più in messaggistica e navigazione sul web. A dimostrazione che appena si abbassa la guardia i fenomeni tragici sulle strade tornano a riproporsi drammaticamente”. Come conseguenza di una guida distratta o a forte velocità, sulle strade italiane c’è l’affermarsi

di in dato preoccupante ossia il costante aumento di decessi di conducenti di scooter e ciclomotori, i conducenti di mezzi a due ruote sono diventati una categoria estremamente a rischio, complessivamente, l’obiettivo, determinato su base europea, di attestarsi al di sotto dei mille decessi all’anno a causa degli incidenti stradali è, realisticamente appare, ancora molto lontano. I dati resi noti dall’Azienda nazionale autonoma delle strade, meglio conosciuta come Anas, spiegano che la causa principale di incidenti è la distrazione, in primo luogo dovuta alla eccessiva stanchezza, alla mancanza di sonno, allo stile di vita non regolare, alla alterazione dei ritmi sonno-veglia. Infatti, gli stati emotivi alterati, lo stress, il nervosismo, vanno opportunamente mantenuti sotto controllo.

Soprattutto nel traffico cittadino, sono proprio gli stati psicologici instabili le maggiori cause del non rispetto del codice della strada, dell’esplodere di fenomeni di irrazionalità alla guida e del verificarsi di incidenti mortali.

Da questo punto di vista, è emerso dallo studio sulle ragioni principali degli incidenti sulle strade italiane, condotto dall’Istituto Piepoli, con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su commissione di ANAS, si sottolinea come siano sempre stati sottostimati gli effetti negativi di atteggiamenti quali machismo o eccessiva leggerezza, che diminuiscono sensibilmente l’attenzione durante la guida o, nel peggiore dei casi, provocano deliberatamente incidenti e situazioni altamente pericolose.

“Senza contare”, rivela lo studio, “l’influenza che hanno l’assunzione delle sostanze stupefacenti e alcool che, alterando lo stato di coscienza, aumentano in maniera esponenziale le probabilità del verificarsi di incidenti mortali sulle strade”.

Lo ricerca ha anche delineato cinque profili-tipo degli italiani alla guida: come il “traveller” che solitamente fa viaggi lunghi, è prudente mentre guida e rispetta i segnali stradali; oppure gli “utilizzatori abituali” che per ragioni di lavoro passano la maggior parte della giornata e a volte anche della notte sulle strade, e che hanno una grande confidenza con il loro mezzo e, pertanto, tendono a superare i limiti di velocità; poi ci quelli che sono “i troppo sicuri di sé” non pensano agli altri e non rispettano i segnali stradali o i limiti di velocità; ancora alla guida ci dono i “depressi”, che possono essere troppo introspettivi e poco attenti agli stimoli esterni; è ancora i “frequent movers”, che usano auto, moto e scooter per commissioni in città, e che spesso commettono sempre la stessa categoria di infrazioni; i “road runners” che ostentano un atteggiamento di vittoria e prevaricazione sociale, imitando personaggi della Formula Uno, con una guida aggressiva e pericolosa. Una delle cause più frequenti di incidenti è l’uso del cellulare, un fenomeno che riguarda anche i ciclisti e gli scooteristi. A influire le condizioni del fondo stradale e le avverse condizioni meteo con nebbia, neve, pioggia e grandine, e le condizioni dei mezzi. Infine dal 2016 c’è la legge sull’omicidio stradale. Nel testo della legge si legge che chiunque causi, per colpa, la morte di un’altra persona violando il Codice della Strada, è punito con una reclusione da 2 a 7 anni. Questi possono aumentare a rispettivamente 8 e 12 nel caso in cui, chi provoca l’incidente, sia sotto effetti di alcool o di droghe.

Dove i valori di alcool sono superiori a 1.5 grammi per litro e in caso di incidente c’è l’arresto per flagranza di reato. Il conducente rischia dai 5 ai 10 anni di reclusione, qualora il tasso di di alcool per litro sia superiore ai 0,8 grammi, o quando abbia cagionato l’incidente per una condotta imprudente.

La pena viene raddoppiata qualora chi è alla guida non abbia la patente o gli sia stata sospesa o revocata, come pure in assenza di assicurazione obbligatoria.

Per quel che attiene le lesioni personali stradali gravissime chi le provoca è condannato alla reclusione per un periodo che va dai 3 mesi a 3 anni. Nel caso in cui il trasgressore sia sotto effetto di alcool o sostanze stupefacenti, la pena può arrivare a 5 anni, che possono arrivare a 7 nel caso in cui vengano riportate lesioni gravissime. Con l’omicidio stradale, la patente viene revocata per un periodo variabile che va dai 5 ai 10 anni.

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