lunedì, 12 Aprile, 2021
Società

Un augurio speciale ai parlamentari

“La Costituzione indica il vostro dovere, ma il Natale vi mostra qual è il modo più autentico per compierlo: rinascere. E la rinascita politica passa dalla volontà di deporre odi e calunnie, di conoscersi meglio, di arrivare a guardarsi in modo diverso, di tendere a formare una comunità”. Le parole che il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rivolto ai senatori e ai deputati durante la Messa in preparazione al Natale (celebrata nella Chiesa di San Nicola dei Prefetti) meriterebbero di essere incise nella roccia.

Rinascere per ritrovare il senso perduto a causa della spettacolarizzazione e dei personalismi: è ciò di cui la Politica – quella, non a caso, con la “P” maiuscola – ha bisogno per tornare a svolgere la sua nobile funzione.

Oggi viviamo tempi difficili, in cui si cerca lo scontro  a tutti i costi e, anche nel linguaggio, i bassi istinti prevalgono sul ragionamento che dovrebbe condurre alla individuazione delle soluzioni migliori.

La guida dei vescovi italiani sottolinea come “l’autorità dell’Istituzione parlamentare da sola non basta, se non c’è tra voi la gioia di condividere la grande responsabilità di cui siete investiti; le regole sono importanti, ma da sole non bastano: molto di più possono la chiarezza, lo studio, il confronto, la cordialità e, quel che più conta, la coscienza”.

L’omelia pronunciata dal cardinal Bassetti vale molto più di un semplice monito; è l’invito accorato di un osservatore attento della realtà italiana ad un ripensamento del modo attuale di fare politica, basato sulla sistematica delegittimazione dell’avversario e sulla contrapposizione sterile.

Questo atteggiamento non porta da nessuna parte, anzi aumenta le distanze tra il Palazzo e i cittadini, sempre più sfiduciati e delusi. Eppure c’è voglia di cambiamento. Come dimostra la nascita, anche recente, di movimenti spontanei che si stanno riappropriando delle piazze per portare avanti rivendicazioni di carattere politico.

Questa mobilitazione è la prova che la società italiana, e non solo, è in subbuglio. Nulla di grave. “Il subbuglio – argomenta il presidente della Cei – non è una tragedia, ma qualche cosa che mormora dentro, che cerca di richiamare la nostra attenzione. E il bene dell’Italia reclama la vostra attenzione”.

Di qui l’augurio speciale rivolto a deputati e senatori: “che proviate su di voi il subbuglio del Paese, che possiate davvero vivere le sue inquietudini e che possiate cercare rimedi”.

Sarebbe un segnale di grande maturità da parte di una classe politica che spesso e volentieri ha dato il peggio di sé dentro e fuori le Aule parlamentari…

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