mercoledì, 7 Dicembre, 2022
Sanità

Protestano i medici ospedalieri. Di Silverio: salvare l’assistenza. Rivedere i test di ingresso

Anaao Assomed: difendiamo la sanità pubblica, riforme e Pnrr a rischio

Assemblee, documenti, una maglietta con lo slogan: “La sanità pubblica non si vende si difende”. È la mobilitazione dei medici e dirigenti sanitari Anaao Assomed che intendono: “Estendere a tutte le colleghe e colleghi che insieme a noi vogliono difendere i principi della Costituzione e il valore del lavoro che quotidianamente svolgiamo a tutela della salute dei cittadini”. Quello della sanità è un mondo in grande fermento e problemi: la fuga dei medici dagli ospedali, la crisi degli infermieri, strutture sanitarie inadeguate, fino alle aggressioni subite da medici e personale sanitario. Una valanga di problemi in un settore delicato, dalle mille complicazioni e risvolti. Si inizia dall’accesso alla professione. Ieri 65 mila giovani aspiranti medici hanno svolto un test, per 15 mila posti. Per l’Associazione dei medici e dirigenti ospedalieri, bisogna ripensare tutto dalle fondamenta e, soprattutto, ascoltare la loro voce e proposte.

Una grande responsabilità

A elencare problemi e proposte è Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed: “È una grande responsabilità quella che ci assumiamo di fronte ad un Governo dimissionario e alla vigilia di un importante appuntamento elettorale”, evidenzia l’Associazione dei medici, “ma non possiamo rimanere inerti mentre la sanità pubblica è sull’orlo del baratro nella totale indifferenza della politica”.

Politica che non ragiona

Per i medici c’è un disimpegno della politica nell’affrontare i guai seri della sanità. “Assistiamo da un mese”, osserva Di Silverio, “a una campagna elettorale disarmante per la povertà di ragionamenti e di proposte, realizzabili e concrete, in tema di diritto alla salute dei cittadini e in difesa dei professionisti che ne garantiscono l’esigibilità. Siamo travolti ogni giorno da decine e decine di post e di slogan, in assenza di proposte e soluzioni frutto di una visione complessiva dei problemi della sanità pubblica”.

Una sanità che muore

Post e slogan che per l’Associazione dei medici e dirigenti ospedalieri non tengono conto “Che, nel frattempo, muore, insieme con il suo capitale umano, medici, dirigenti sanitari, infermieri, ogni giorno più stanchi, demotivati e in fuga dagli ospedali”.

Protesta, assemblee e scelte

La mobilitazione segnerà la presenza della categoria nelle corsie degli ospedali e in tutti i luoghi di lavoro. “Inviteremo i colleghi a indossare una t-shirt a rivendicazione dei diritti del loro lavoro e di quelli dei cittadini, saldamente legati al rispetto dell’articolo 32 della Costituzione”, si annuncia in una nota, “ci faremo promotori di assemblee negli ospedali di tutt’Italia e di altre iniziative itineranti per sensibilizzare la politica a promuovere scelte utili alla difesa della sanità pubblica che l’Anaao Assomed indica in almeno 5 priorità”.

Le 5 proposte per gli ospedali

L’Associazione dei medici oltre alla denuncia dei problemi presenta cinque punti programmatici.
Si inizia con gli “Investimenti economici sul Fondo Sanitario Nazionale dedicati alle risorse umane. La Defiscalizzazione del lavoro accessorio, e per la riduzione delle liste di attesa, a fronte di una pressione fiscale al 45%. La Depenalizzazione dell’atto medico. La Riforma del sistema emergenza-urgenza. Riforma della formazione post laurea nel segno di un contratto di formazione-lavoro”.

No promesse ma fatti

“Misureremo il nuovo Governo sull’assunzione di questi 5 punti come priorità della propria agenda”, avverte Di Silverio, “e non accetteremo promesse destinate a cadere nel vuoto. Pronti a passare, insieme con le altre Organizzazioni sindacali, allo stato di agitazione, punto di partenza di ulteriori iniziative”. Per l’Anaao la sanità pubblica non ha più tempo e “noi medici e dirigenti sanitari ne abbiamo concesso fin troppo”, ammonisce l’esponente dell’Anaao, “È il momento di pretendere che la politica, nel momento in cui chiede il voto dei cittadini, faccia la sua parte e si assuma le proprie responsabilità”.

La corsa al test di medicina

Per coincidenza l’inizio della mobilitazione dei medici ha coinciso con il test di ammissione per gli aspiranti dottori. Ieri a sottoporsi al test di d’accesso a Medicina e Chirurgia erano gli aspiranti dottori erano 65.378, che si contenderanno i 15.876 posti disponibili.

Test, la proposta Anaao

Il tema dell’abolizione del numero chiuso per le facoltà di Medicina, è entrato nella campagna elettorale, e per l’Anaao, “dimostra che chi in piena corsa al voto vuole abolire lo sbarramento a Medicina non ha capito nulla dei problemi della formazione dei medici e del Sistema sanitario nazionale”.
“Non siamo contrari ideologicamente a una revisione del sistema di accesso, ma”, sottolinea Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, “facciamolo seriamente sedendoci tutti insieme attorno a un tavolo, partendo dalle esigenze di programmazione. La carenza dei medici non si risolve togliendo il numero chiuso a Medicina”.

Troppi 60 mila per le università

“Però affermare durante una campagna elettorale che è possibile far iscrivere tutti a Medicina – di solito i candidati al test sono circa 60mila l’anno – vuol dire conoscere poco della formazione universitaria di un medico”, commenta Di Silverio, “Come può una università sostenere 60mila iscritti ogni anno? Con i maxischermi in piazza? E poi come si garantisco le specializzazioni?”.

Impossibile far laureare tutti

C’è chi suggerisce il “modello francese”, con l’iscrizione aperta e poi lo sbarramento al secondo anno, ma il segretario nazionale dell’Anaao Assomed obietta: “Come fai a far studiare bene 60mila iscritti al primo anno? Ma soprattutto è impossibile fare una vera selezione sul merito perché alcuni esami del primo anno, un ragazzo che prende 22 all’esame di Statistica ha meno chance di passare al secondo anno? Sono d’accordo che l’attuale quiz non sia la soluzione migliore e per questo possiamo trovare una diversa metodologia”.

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