domenica, 25 Luglio, 2021
Società

Servizio sanitario, i nodi sono arrivati al pettine

Da qualche tempo, come tutte le cose italiane, anche la Sanità è entrata in crisi.
Mancano i medici e continuiamo ad avere il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, mancano gli infermieri e assumiamo gli extra comunitari,mancano strutture idonee nei reparti ospedalieri, vedi le formiche a Napoli, ma manca soprattutto la gente onesta che sa portare i bilanci almeno a pareggio.

Davanti a questo quadro sconcertante ci si domanda:” Era meglio prima quando era solo lo Stato a decidere o ora che ogni regione opera in maniera libera ed incontrollata? “.

Si parla di Centri unici di acquisto per poter risparmiare sulle forniture ospedaliere, vedi apparecchiature elettro-medicali,strumentari vari e acquisto di farmaci, spesso
costosissimi e non sempre necessari.

Ricordo che un collega che negli anni Settanta operava in un piccolo ospedale della Sicilia, si vide arrivare un Pancreas Artificiale per la misurazione continua della glicemia e quindi calcolare l’effettivo bisogno di insulina.

Problema fu che all’epoca non esistevano ancora i Centri Diabetologici e che a mala pena si cominciavano ad usare le prime striscie reattive per misurare la glicemia.

Morale della storia fu che quel costoso macchinario dal costo di circa 600 milioni finì nei sotterranei dell’ospedale inutilizzato, cosa che presumo abbiano fatto gli altri 100 Pancreas Artificiali sparsi per l’Italia che furono acquistati da qualche intelligenza romana.

A questo punto ci si domanda: E’ meglio una gestione centralizzata o regionalizzata?
Io credo che lo Stato dovrebbe fare un elenco preciso di tutte le apparecchiature necessarie per il buon funzionamento di un ospedale, calcolare il numero minimo di personale necessario per farlo funzionare e chiaramente controllare che i tetti di spesa stabiliti vengano rispettati dalle Autorità Regionali; quindi Libertà Vigilata con controllo centralizzato.

Riusciremo mai a realizzare tutto questo?

Si può fare, cominciamo a mettere insieme le persone esperte ed illuminate del settore per tracciare la giusta rotta di risanamento della Sanità, non dimentichiamo che la voce di spesa più importante di ogni Regione è quella che riguarda la Sanità pari a circa l’80% del bilancio di spesa totale.

Operando in tal modo, potremmo ottenere un bel risparmio cosa che in tempi di magra come questo ci farebbe molto comodo.

Buona salute a tutti!!!

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