giovedì, 9 Luglio, 2020
Politica

Tutti contro tutti. Sull’orlo di una crisi di nervi

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Vorremmo metterli tutti chiusi in uno studio televisivo, i leader dei partiti, e vedere quanto tempo impiegheranno per  riuscire a sfogarsi completamente.

Devono dirsele tutte le cose, non devono lasciare nulla di non detto.

Pensate che ci riusciranno? Pensate che dopo uno sfogo completo riusciranno poi a dialogare come persone civili e come politici che, da noi eletti, possano finalmente arrivare a dire con compiutezza e serietà di argomentazioni, tutte le proposte che hanno sul lavoro, sull’ILVA, sull’Alitalia, sulla Segre, sul fascismo, sulle foibe, sulla droga, sull’omofobia … su tutto insomma. Occorre riformare l’Italia, se non se ne sono ancora accorti.

Non devono trascurare nulla. Quanto ci vorrà per farli sfiatare fino all’esaurimento non lo sappiamo, ma una diretta televisiva alla Mentana gli italiani ormai se l’aspettano. Non vogliono più sentire mezze frasi interrotte dalla pubblicità e interviste spesso di parte se non addirittura di partito, che per carità, anche se del tutto legittime, talvolta interrompono strategicamente gli interlocutori scomodi e non ci fanno capire dove avrebbero voluto arrivare.

Vogliamo questa diretta nella speranza che prima poi finisca lo show. Non siamo certi che possa realmente mai finire questo scontro ideologico che vede tutti contro tutti ma una possibilità, l’ultima, vorremmo che gli fosse data.

Vogliamo e ci meritiamo “risposte concrete e attuabili”, era così che definivano la politica i vecchi leader. La politica deve dare risposte concrete e attuabili; non di dare soluzioni ideologiche e da sogno… Roberto Vecchioni è il Maestro del sogno ma lui è un cantautore, e per fortuna che gli Italiani hanno almeno ancora la musica e le cosiddette canzonette, che sono diventate le portatrici degli unici messaggi di amore e di rispetto.

Anche quelle che sembrano essere le nuove formazione governative non si placano e non si rispettano, non si parlano. I messaggi e il loro pensiero è sempre dei più affidato ai social. È dai social che i partner di governo sentono il pensiero degli alleati. Vi sembra concepibile una cosa del genere? Una comunicazione affidata sempre più alla brevissima frase scritta o alla battuta che finisce in un minivideo postato?

Le soluzioni ai problemi italiani stanno incombendo sempre di più e di proposte ne sentiamo sempre di meno.

Facciamola questa diretta non stop, è indispensabile, altrimenti non ne verremo più fuori. Seguiteremo solo a sentire contrapposizioni ideologiche, come abbiamo già scritto, e poche, pochissime insufficienti soluzioni.

Il rischio che i politici stanno correndo è veramente grande e vorremmo dirgli di fare  attenzione perché il fuoco delle rivoluzioni si accende in un attimo, e il popolo italiano è ormai sull’orlo di una crisi di nervi.

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