giovedì, 14 20 Novembre19
Economia Editoriale

Fisco, arriva lo scontrino elettronico. Nuova complicazione ma con lotteria a premi

Sparirà a partire dal 1 gennaio prossimo il tradizionale scontrino fiscale, per fare spazio al nuovo scontrino elettronico, con invio telematico all’Agenzia delle Entrate. È la più grande novità per imprese e clienti collegata alla legge di Bilancio 2019. Si tratta di un adempimento che sulla carta ha obiettivi importanti per combattere l’evasione fiscale, snellire la burocrazia legata a denunce dei redditi e trasmissione dei dati e velocizzare il processo di digitalizzazione delle aziende. Ma occorre che le imprese arrivino preparate a questo ennesimo appuntamento con il fisco italiano che ormai propone cambiamenti ogni sei mesi mandando in tilt commercialisti, professionisti della fiscalità e naturalmente i piccoli imprenditori che devono tener testa ad una burocrazia fiscale che considerano, a ragione, opprimente e tortuosa.

C’è infatti da ricordare che dopo le fatture elettroniche, nello spazio di 12 mesi, arrivano a tambur battente, gli scontrini elettronici. Il conto alla rovescia è già iniziato, – dal luglio scorso lo ricordiamo, era toccato

a negozi ed esercenti di maggiori dimensioni, ossia contribuenti con volume d’affari superiore a 400 mila euro – ed ora dal primo gennaio 2020 toccherà a tutti gli altri. A conti fatti il match contribuenti e riforme fiscali si fa sempre più serrato e in fin dei conti con maggiori obblighi da parte dei contribuenti che avranno la consolazione della lotteria a premi legata ai nuovi scontrini.

In termini di attenzione, impiego di tempo e rischio di errori, si tratta di un passaggio, definito dagli esperti del settore fiscale un “cambiamento epocale”.

La riforma scatterà dal 1 gennaio tuttavia sarà possibile, se ci saranno come previsto appositi decreti ministeriali, un avvio graduale dell’obbligatorietà in base alla tipologia di attività esercitata e del livello di connettività web della zona territoriale in cui si opera.

Proviamo a capire di cosa si tratta e quali sono adempimenti e i relativi problemi. In primo luogo i corrispettivi percepiti non saranno più documentati con il rilascio di scontrini e ricevute fiscali. “Il tutto avverrà”, spiegano i Consulenti fiscali, “attraverso la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri effettuata mediante loro memorizzazione elettronica e successivo invio, con contestuale rilascio al cliente di un documento commerciale valido anche a fini fiscali quando integrato con codice fiscale o partita Iva dell’acquirente”. In pratica anche gli scontrini saranno inviati online alle Agenzie delle Entrate.

Le operazioni da certificare sono tutte quelle normali nelle quali il cittadino si imbatte quotidianamente, tipo il commercio al minuto per cui ad oggi viene rilasciato uno scontrino o una ricevuta fiscale. Si va quindi, ad esempio: dalle cessioni di beni effettuate in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante, alle prestazioni alberghiere e alle somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica, nonché alle prestazioni di trasporto di persone.

Lo scontrino telematico non è l’unica novità. L’inventiva del legislatore unita a quella del fisco ha generato anche la novità della “lotteria degli scontrini fiscali”, almeno stando all’ultima bozza del decreto legge, dal primo gennaio quindi partirà la lotteria nazionale collegata agli acquisti che si ripeterà ogni mese. Introdotta nel 2017 ma sempre rimandata, la lotteria consentirà di abbinare ai corrispettivi elettronici un’estrazione di premi per incentivare, almeno queste le intenzioni, la lotta all’evasione.

Come previsto, infine, ci saranno degli esoneri per alcune tipologie e aree dove c’è poca o manca del tutto la copertura della rete Internet.

Dove non ci sarà fattura elettronica, o nei casi di esonero, “occorrerà rilasciare al cliente”, spiegano i professionisti della fiscalità, “un documento commerciale al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale a meno che, appunto, non venga richiesta espressamente fattura. Il documento commerciale, certificherà l’acquisto effettuato e costituendo titolo per l’esercizio dei diritti di garanzia contro i vizi della cosa venduta”.

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