domenica, 31 Maggio, 2020
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I sindaci non sono meteorologi

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Nell’era dei Social il mestiere di sindaco è molto più complesso rispetto al passato. Ne sa qualcosa, Alfonso Golia, “borgomastro” di Aversa, subissato di parolacce e insulti sul suo profilo Facebook per non aver disposto la chiusura delle scuole del territorio in conseguenza dell’allerta meteo.

Una decisione adottata dopo aver attentamente vagliato il bollettino meteo della Regione Campania che, però, non ha convinto l’opinione pubblica locale che avrebbe preferito una serrata generale.

Golia ha sperimentato un trattamento ben noto al suo collega Davide Ferrari, sindaco per due mandati consecutivi (da poco terminati) di una vivace cittadina piemontese di 18mila abitanti, autore del volume “Signor sindaco, domani pioverà?” nel quale traccia un bilancio della sua esperienza di amministratore pubblico alle prese con i famigerati “leoni da tastiera”.

Davide Ferrari

Ha saputo del suo ex collega campano ricoperto di insulti per non aver chiuso le scuole in conseguenza dell’emergenza meteo?
“A volte i sindaci si trovano a prendere decisioni che possono risultare giuste o sbagliate. Immagino che l’ex collega abbia fatto tutte le valutazioni del caso. Del resto, dopo le tragedie anche recenti, le autorità competenti emettono bollettini molto affidabili. Dal mio punto di vista, comunque è sempre meglio assumersi le proprie responsabilità decidendo, piuttosto che subire gli eventi”.

Come è nata l’idea del libro?
“Nel 2008, quando intrapresi la mia prima campagna elettorale, decisi di sfruttare le potenzialità di Facebook che mi sembrava uno strumento molto adatto ad avere una relazione costante con i miei concittadini. In dieci anni li ho talmente abituati bene che si sono sentiti autorizzati a scrivermi di tutto: elogi, critiche, insulti, Un po’ come è successo al sindaco di Acerra”.

E quindi?
“Mi sono arrivate esternazioni diverse, alcune fuori luogo o scomposte. Per il libro, un po’ sul modello di Io speriamo che me la cavo, ha scelto quelle più simpatiche. Poi le ho divise per capitoli omogenei che sono un po’ dei quadretti di vita quotidiana per i sindaci”.

Di cosa si parla in questi messaggi?
“Di tutto di più. Dalle deiezioni canine ai lavori pubblici, passando per la manutenzione del verde pubblico. Per ogni capitolo ho lasciato trasparire, da un lato, l’atteggiamento del cittadino che si lamenta a prescindere, e, dall’altro, il punto di vista del sindaco, che, come amministratore e garante dei servizi pubblici, deve cercare di capire i processi veri che si muovono dietro le quinte e intervenire”.

I Social sono utili ma non crede c’è il rischio che i cittadini, iperattivi sul web, si astengano dalla partecipazione alla vita pubblica reale?
“Il rischio c’è. Ecco perché nel sottotitolo del libro si parla dei cosiddetti leoni da tastiera”.

Fa ancora politica?
“Certamente. È la mia passione. Dopo aver fatto il sindaco per due mandati consecutivi adesso sono il capogruppo di maggioranza…”.

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