sabato, 25 Giugno, 2022
Politica

Giù le accise. Sconti a imprese e famiglie. Draghi: “Fronte del Mediterraneo”

Taglio dei costi di gas, benzina e gasolio. Sostegni a famiglie e imprese contro l’impennata dei prezzi. Un piano di accoglienza per i profughi dell’Ucraina.
Il premier Mario Draghi illustra gli strumenti finanziari e sociali per fronteggiare le “nuove emergenze”. Un piano in sinergia tra scelte Nazionali e quelle dell’Unione. Ieri il vertice dei leader del “fronte” del Mediterraneo” con lo spagnolo Pedro Sanchez, il portoghese Antonio Costa e in collegamento il greco Kyriakos Mitsotakis; si è per temi e decisioni quasi sovrapposto alle decisioni del Consiglio dei ministri, tenuto in serata che ha varato interventi importanti contro il caro energia, e aiuti a imprese e famiglie. Questioni europee e Italiane si sono unite dal momento che Palazzo Chigi intende procedere di pari passo con le scelte dell’Unione.

Cdm, ok alla linea Draghi

Via libera in Consiglio dei ministri alle indicazioni del Premier che ha raccolto il lavoro fatto dai ministri delle finanze, sviluppo e transizione ecologica, Franco, Giorgetti e Cingolani. L’ok ai tagli è arrivato con un decreto legge. Scattano le riduzione delle accise sui carburanti di 8,5 cents per un mese: lo prevede, sulla base di una norma in vigore dal 2007, il decreto ministeriale Mef-Mite introduce la riduzione “fino al trentesimo giorno” dalla data di pubblicazione del decreto, delle accise su “benzina, oli da gas e gasolio, gas di petrolio liquefatti (Gpl)”, usati come carburante. Per il taglio saranno utilizzati “308,17 milioni di euro” di maggior gettito Iva relativo all’ultimo trimestre 2021.
Le accise sulla benzina si attesteranno a 643,24 euro per mille litri, sul gasolio a 532,24 euro per mille litri; sul Gpl a “182,61 euro per mille chilogrammi”.

Imprese, bollette rateizzate

Nel Cdm è prevalsa la linea a sostegno delle imprese che potranno rateizzare le bollette per i consumi di maggio e giugno, per un numero massimo di 24 rate mensili. Rate per contrastare “gli effetti economici e umanitari per contrastare la crisi ucraina”.

Luce e gas, garanzie Sace

Le imprese fornitrici avranno le garanzie finanziarie dello Stato.
Per sostenere le esigenze di liquidità derivanti dai piani di rateizzazione concessi dai fornitori di energia elettrica e gas, Sace potrà rilasciare le proprie garanzie in favore di banche e istituzioni finanziarie entro un limite massimo di impegni pari a 9 miliardi di euro.

Famiglie, imprese e profughi

Aiuti a famiglie e imprese e accoglienza dei profughi. Tra le misure interventi sulle bollette – dalle rate al bonus sociale – di rafforzamento del golden power, per l’autotrasporto e per il turismo e misure per calmierare il caro-materiali negli appalti pubblici. Sostegni a Regioni, enti, associazioni e Terzo settore per l’accoglienza complessiva di 175mila profughi ucraini. Nello specifico, 60mila unità sono per l’assistenza di profughi che abbiano trovato autonoma sistemazione. Altri contributi riguardano 100mila rifugiati accolti attraverso le Regioni e 15mila sono relativi a “ulteriori forme di accoglienza diffusa” che saranno attuate “mediante i Comuni, gli enti del Terzo settore, i Centri di servizio per il volontariato, gli enti e le associazioni e gli enti religiosi civilmente riconosciuti”.
“Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’interno, relative all’attivazione, alla locazione e alla gestione dei centri di accoglienza, sono incrementate di 7.533.750 euro per l’anno 2022”.

Stop al software russo

“Diversificare l’utilizzo” dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche affinché “le aziende produttrici di prodotti e servizi tecnologici di sicurezza informatica legate alla Federazione Russa non siano in grado di fornire servizi e aggiornamenti ai propri prodotti appartenenti alle categorie individuate, in conseguenza della crisi in Ucraina”.

Draghi e i leader del “Fronte europeo del Mediterraneo”

Le dichiarazioni congiunte alla stampa del Presidente del Consiglio Mario Draghi, del Presidente del Governo di Spagna Pedro Sánchez, del Primo Ministro della Repubblica portoghese António Costa, e del Primo Ministro della Repubblica ellenica Kyriakos Mitsotakis, in collegamento video

Il vertice di Roma rilancia gli obiettivi europei: tetto ai costi dell’energia, ridurre l’approvvigionamento extra dalla Russia, una difesa Europea, sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, ridare forza ad una ripresa che rischia di rallentare. Il Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo dovrà quindi tenere presente le indicazioni prese ieri a Villa Madama da Sanchez, Costa e Mitsotakis. “Lo scopo dell’incontro è avere un approccio comune in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo”, spiega Draghi, al termine dell’incontro. “La sfida dell’energia va oltre all’emergenza della guerra. Abbiamo molte sfide comuni a cui vogliamo trovare risposte comuni insieme a tutti gli altri parter dell’Unione europea. La sfida più urgente argomento di questo incontro è quella dell’energia. L’invasione ucraina ha aperto un periodo di forte volatilità sui mercati delle materie prime che si è aggiunta ai rincari. Una gestione comune del mercato dell’energia conviene a tutti”.

Paesi protagonisti in Ue

“Occorre una risposta europea, e l’incontro di oggi dimostra che i nostri paesi vogliono essere protagonisti di questa risposta europea”, rivela Il presidente del Consiglio. Per Draghi i tempi non permettono rinvii. “Dobbiamo intervenire subito, c’è in tutti noi la sensazione che occorra fare qualcosa di sostanziale, significativo, immediatamente. Dobbiamo sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto le più vulnerabili, e le nostre imprese».

Energia e sicurezza

Altro tema del vertice quello della sicurezza. “Abbiamo confermato una piena convergenza anche sul ruolo della Bussola Strategica, come contributo al percorso verso una difesa europea”, sottolinea ancora Draghi, “La guerra in Ucraina ha dimostrato come sia diventato un obiettivo essenziale, da perseguire in tempi molto rapidi e fondamentale, in piena complementarietà con la Nato. Una difesa europea più forte rende la Nato più forte”.

fonte foto governo.it

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