martedì, 27 Febbraio, 2024
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Attualità

Energia, tagli e accise. Oggi il Cdm decide

Tra richieste dei partiti e fisco

Tutto in salita e tutto con difficoltà crescenti. Usciranno oggi dal Consiglio dei ministri le possibili soluzioni sul caro bollette e costi del carburante. C’è attesa per le iniziative che saranno messe in campo. Le aspettano gli autotrasportatori che hanno iniziato il conto alla rovescia per il blocco del 4 aprile, le attende Confindustria che vede un prossimo blocco delle attività produttive, e le famiglie che saranno chiamate a pagare di più gas, luce, e prodotti alimentari.

Il Cdm taglia prezzi

Le aspettative sono tante ad alimentarle anche i partiti che chiedono tutto senza, tuttavia, contare i costi di una maxi operazione di tagli. Il pacchetto di misure sono allo studio del Ministero delle Finanze, della Transizione ecologica, e delle Attività produttive che cercheranno di avere un percorso comune armonizzando diversità e obiettivi. La priorità sono benzina e gasolio, che dovrebbero avere una riduzione
di 15 centesimi al litro alla pompa, senza pesare sui conti pubblici, ma usando l’extra gettito dell’Iva sui carburanti, soldi in più incassati in questi ultimi mesi. Le casse dello Stato infatti a gennaio hanno ottenuto accise sui carburanti per 1.13 miliardi, cioè il 23.5% in più del gettito prodotto 12 mesi prima. Un incasso che oggi potrebbe essere utilizzato per gli sconti alla pompa. Queste le intenzioni del ministro Cingolani
che ha parlato di una accisa-mobile. Una misura in linea con gli interventi pensati da Francia e Germania. Per la bolletta energetica delle famiglie, invece, c’è l’idea di estendere il sistema delle rateizzazione, per consentire di spalmare l’aumento del costo delle forniture su un periodo più ampio. Per le imprese resta in campo la proposta del Ministro Giancarlo Giorgetti che ha ipotizzato il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi del valore di 1 miliardi ed la creazione di un Fondo ad hoc per i ristori del valore di 800 milioni di euro.

Le scelte difficili

Sul taglio delle accise si è concentrato il dibattito politico indicando nella tassazione dello Stato sugli idrocarburi il male assoluto. A conti fatti, quindi togliendo le tasse il costo dei carburanti italiani è più basso della media europea. In termini percentuali, la penalizzazione del fisco sui carburanti è il 55% del costo finale della benzina e il 51% del prezzo totale del gasolio. Una tassazione, – per chi ama il calcolo fatto al distributore – offre questo risultato, che arriva dalla rilevazione settimanale del Ministero dello Sviluppo economico: lunedì 7 marzo la benzina costava in media 1,95 euro al litro di cui 1,08 euro di penalizzazione fiscale e 87 centesimi di prezzo industriale. Il gasolio 1,82 al litro di cui 94 centesimi di disincentivo fiscale e 88 centesimi di prezzo industriale.

Accise, il nemico perfetto

La tassazione sul carburante non è un fatto nuovo, risale al 1935, e malgrado le promesse su benzina e gasolio nessun governo ha fatto tagli, proprio per questo le accise si prestano ad essere sempre nel mirino e di ogni attacco. Oggi oltre alle tasse si fa riferimento alla “speculazione” internazionale tanto che le Associazioni di categoria degli autotrasporti sottoscrivono note di fuoco contro chi altera i prezzi, mentre i partiti chiedono di “perseguire gli speculatori e togliere le accise”. Un crescendo di critiche che non tengono conto anche di passate scelte, ad esempio che per alcuni tipi di gasolio ci sono agevolazioni fiscali, inoltre erano fino a ieri contestati i troppi alleggerimenti fiscali con “sussidi ambientalmente dannosi”, tanto che per accelerare la “transizione verde” era stata chiesta la fine di questi sconti. Oggi il Consiglio dei ministri dovrà mettere a punto una strategia che riesca a contenere più posizioni e non sarà facile.

Non pesare sui bilanci pubblici

Ad ogni modo le scelte economiche dovranno tenere conto che non non dovranno gravare sul bilancio pubblico già messo a dura prova da due anni di pandemia. A fine mese ci sarà la presentazione del Documento economico e finanziario, anticipato di un mese, inoltre i conti saranno al vaglio di Bruxelles, mentre il Governo italiano esclude la possibilità di uno scostamento di bilancio. Stando così le cose sarà davvero dura sforbiciare bollette, accise, costi del carburante, e dare incentivi alle imprese. L’extra gettito Iva non basterà così nel mirino potranno essere poste quelle imprese che hanno fatto profitti maggiori con il rialzo galoppante dei prezzi energetici.

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