venerdì, 15 20 Novembre19
Economia

Innocenti evasioni

Nel tormentone che ogni anno si ripete sulla “lotta all’evasione fiscale” la principale evasione  è costituita da quello che dicono i vari personaggi politici che ne parlano:si tratta di un’innocente evasione dalla realtà che serve a raccontare una fiaba per destare prima sdegno, poi paura e infine tranquillità, e poi tutti a nanna, felici e contenti, eccetto chi le tasse le paga o perché non può evaderle o perché è una persona che rispetta le leggi. 

Quando l’evasione fiscale raggiunge la cifra spaventosa di oltre 100 miliardi di euro non si può dire che dipenda solo dalle malefatte dei “grandi evasori”. È giusto quindi colpire con proporzionale severità i grandi evasori ma non bisogna dimenticare che la piccola e diffusissima evasione di massa costituisce la gran mole dell’evasione fiscale totale

Logica vorrebbe che, di fronte ad un fenomeno di massa, si adottasse una prima misura che riguarda la platea più ampia possibile di contribuenti:la trasparenza e tracciabilità delle transazioni.

Se tutto diventa tracciabile, il rischio di essere beccati aumenta a dismisura per tutti e automaticamente si riduce la propensione ad evadere.

Non solo. L’obbligo generalizzato della trasparenza e della tracciabilità è fondamentale in un Paese in cui la grande criminalità è molto diffusa e controlla sempre più settori dell’economia: la tracciabilità diventa anche uno strumento di lotta alle mafie e alle organizzazioni criminali che per definizione operano nell’ombra, con uso e trasferimenti di denaro contante che non deve essere visibile.

Chi si straccia le vesti per difendere i “piccoli” operatori economici fa una scelta ipocrita che confligge con le dichiarazioni altisonanti di voler combattere l’evasione.

Per capirne un po’ di più di questa materia, certi politici dovrebbero farsi due chiacchiere con i commercialisti, ma non quelli delle grandi aziende o dei “ricchi” ma con quelli della gran massa dei cittadini, artigiani, commercianti piccoli professionisti.

Il quadro che deriverebbe da queste conversazioni sarebbe illuminante e si scoprirebbe che ad alimentare l’evasione fiscale non ci sono solo grandi fiumi  facilmente identificabili ma anche tanti piccoli ruscelli che costituiscono l’apporto più consistente.

Parliamoci chiaro: gli evasori sono anche elettori. Se sono una minoranza è facile attaccarli e scovarli se sono la maggioranza…beh avranno pure il loro peso nei calcoli di consenso dei partiti.

Da qui le difese che vengono da più parti di questa o quella categoria con le argomentazioni più ridicole e disparate.

L’unica evasione che andrebbe considerata con attenzione è quella cosiddetta di necessità che riguarda chi le tasse non può pagarle perchè, per una serie di circostanze sfavorevoli e indipendenti dalla sua volontà, si trova in condizioni di impossibilità materiale temporanea di poter far fronte ai doveri verso il fisco. Ma questo va accertato caso per caso.

Per il resto la lotta all’evasione deve essere senza quartiere e senza guardare in faccia a nessuno. Invocare il principio della “modica quantità” non ha senso. Se 20 milioni di piccoli evasori non pagano tasse per 5.000 euro ciascuno, abbiamo un buco da 100 miliardi di mancato gettito….

Per evadere 5000 euro di tasse basta non dichiarare 10-15mila euro, un reddito che non è difficile mettere insieme per tantissimi che lavorano in nero.

Chi promette che le manette scatteranno per chi evade 100 mila euro di tasse e che così l’evasione fiscale sarà sconfitta, prende in giro gli italiani. In primo luogo perchè con i tempi lunghi degli accertamenti fiscali, dei procedimenti penali e quelli delle prescrizioni, gran parte dei “grandi evasori” che dispongono di bravi fiscalisti e avvocati la faranno franca. In secondo luogo perchè la “grande evasione” è una piccola parte dell’evasione totale.

Da ultimo, bisognerebbe evitare lo scandalo di concedere sconti fino all’80% sulle tasse dovute a chi evade decine di milioni di euro e che ha tutte le possibilità di onorare il debito col fisco. Si tratta di grandi personaggi dello spettacolo, dello sport e della finanza, di aziende multinazionali con fatturati miliardari che, invece di pagare fino all’ultimo centesimo, patteggiano e lo Stato si accontenta di briciole. Se uno deve allo Stato 100 milioni di tasse e patteggia per pagarne 20…ha guadagnato 80 milioni….Altro che manette. Questa si che è istigazione a evadere legalmente.

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