giovedì, 26 Maggio, 2022
Società

La Camera Penale di Roma in difesa della prof. Paola Severino

“Non c’è bisogno di scomodare tutti i penalisti che hanno contribuito a fare la storia della Repubblica partendo dalla rivoluzione napoletana e dal più estremo sacrificio di un gruppo di giovani ed entusiasti
avvocati per smentire l’assunto che un avvocato penalista non possa fare politica” Lo afferma un comunicato della Camera penale di Roma che aggiunge: “In realtà chi mette in discussione in astratto la legittimità di un avvocato penalista di entrare in politica e assolvere a tutte le cariche istituzionali, Quirinale compreso, disconosce o non vuole conoscere la differenza tra avvocato e proprio assistito, tra esercizio
del diritto di difesa e complicità con i fatti contestati ai clienti.
Il difensore non è un ostacolo alla giustizia o colui che ritarda la sentenza di condanna, ma è il garante dei diritti di chi è accusato di un reato.
Il pregiudizio sui penalisti porta inevitabilmente alle conseguenze populiste della giustizia penale che oggi è sotto gli occhi di tutti.”Il comunicato stigmatizza chi sostiene che “nessun penalista – e quindi nè la Professoressa Severino la cui competenza e stima è unanimemente riconosciuta e né ogni altro avvocato quotidianamente impegnato nelle aule giudiziarie – potrebbe aspirare alla carica di Presidente della Repubblica, che sarebbe preclusa per via della funzione svolta” e conclude: “questo si sarebbe uno schiaffo alla Costituzione”.

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