domenica, 26 Gennaio, 2020
Editoriale Società

Rischio Vesuvio, informare è prevenire

Terminerà domani l’esercitazione nazionale sul rischio vulcanico denominata “Exe Campi Flegrei 2019” in corso nei comuni della “zona rossa” dei Campi Flegrei (Napoli, Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Marano di Napoli e Giugliano in Campania).

Il test, che ha come obiettivo quello di testare e migliorare procedure e pianificazioni di una eventuale fuga di massa, è gestito dal Dipartimento Nazionale della Protezione civile e dalla Protezione Civile della Regione Campania.

Anche ai piedi del Vesuvio c’è chi, come il sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, “senza fare terrorismo psicologico”, ha preso molto sul serio l’attività di prevenzione e, lontano dai riflettori, si sta già muovendo…

Raffaele De Luca

Sindaco, sul campo della prevenzione del rischio vulcano il suo comune si sta muovendo da solo?
“Nei prossimi giorni, come peraltro ho annunciato nel corso della solenne cerimonia di inaugurazione del bene confiscato alla camorra di via Antonio Sciesa trasformato in sede operativa della Protezione Civile comunale, chiederò un incontro alla dirigente scolastica Agata Esposito per definire i dettagli della campagna di informazione che l’amministrazione comunale intende promuovere sul rischio sismico”.

Che cosa vi proponete di fare concretamente?
“Da parte nostra non c’è nessuna volontà di fare terrorismo psicologico sui cittadini di Trecase, ma si tratta unicamente di avviare un’attività di natura preventiva. L’obiettivo è quello di far conoscere ad una fascia quanto più ampia possibile di popolazione i contenuti del Piano comunale di Protezione Civile predisposto con il supporto di uno staff tecnico di prim’ordine e nel quale sono indicate le strade da seguire nel caso di pericolo. Non a caso, proprio in occasione della cerimonia di inaugurazione della sede, fu donato ai presenti un opuscolo realizzato dal Gruppo comunale di protezione civile che sintetizza e spiega con un linguaggio semplice ed immediato i vari comportamenti da seguire, dove andare e cosa fare”.

Quindi gli esperti saliranno in cattedra per educare gli alunni in modo che siano loro poi ad informare le famiglie?
“In un certo senso sì. Con la preside definirò un calendario di incontri ai quali prenderò parte di persona, insieme ai volontari del gruppo comunale di Protezione Civile ed ai dirigenti dei vari settori comunali interessati; ritengo sia importante conoscere le indicazioni del Piano. A breve, peraltro, saranno installati i cartelli e la segnaletica verticale necessaria ad individuare le aree nelle quali dovranno raccogliersi famiglie e i singoli nella eventualità di una evacuazione del piccolo centro alle falde del Vesuvio. Grazie alla collaborazione della scuola, che sicuramente non farà mancare il suo apporto, riusciremo a sensibilizzare le famiglie attraverso i bambini e questo è il modo più semplice per promuovere i comportamenti corretti ed evitare così che uomini donne e bambini, ignorando le istruzioni predisposte dai professionisti del settore, possano incorrere in situazione di rischio per la propria incolumità e per quella degli altri”.

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